
Con un provvedimento firmato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, Andrea Annunziata, ha assunto in via straordinaria anche i poteri del Comitato di gestione, organo strategico dell’AdSP. La nomina arriva in forma commissariale, con l’obiettivo di sbloccare lo stallo decisionale che da mesi impediva il regolare funzionamento dell’ente.
Il Comitato di gestione — composto normalmente da rappresentanti del Ministero, della Regione Campania, del Comune e della Città Metropolitana — era infatti privo di alcuni componenti chiave, impedendo il raggiungimento del quorum e quindi la possibilità di adottare atti fondamentali per la pianificazione e l’operatività dei porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia.
Il commissariamento rappresenta dunque una soluzione temporanea per garantire continuità istituzionale, ma anche un campanello d’allarme sullo stato della governance portuale italiana. Il vicepresidente del Consiglio e Ministro Matteo Salvini ha giustificato l’intervento come una misura necessaria per “superare un’anomalia che aveva di fatto paralizzato uno dei principali sistemi portuali del Paese”.
La nomina di Annunziata con pieni poteri è stata accolta con interesse e cautela dagli operatori della filiera logistica e doganale, preoccupati dalle ricadute che le instabilità istituzionali possono avere sulle attività portuali quotidiane. Il mancato funzionamento del Comitato di gestione aveva già rallentato l’approvazione di concessioni, bilanci, piani operativi e progetti di investimento. In un sistema interconnesso come quello portuale, ogni blocco decisionale si ripercuote a cascata su dogane, spedizionieri, terminalisti e imprese di trasporto.
Va ricordato che il presidente Annunziata, figura di lunga esperienza nel settore, aveva già manifestato l’urgenza di restituire operatività alla governance. Ora, con poteri commissariali, potrà firmare in autonomia atti e provvedimenti, pur con l’obbligo di riferire al Ministero per le misure di maggiore rilevanza.
Il caso Napoli-Salerno non è isolato. La frammentazione del sistema portuale italiano, unita alla complessità normativa e ai conflitti tra enti territoriali, genera situazioni di stallo che si ripetono in diverse realtà portuali. Il commissariamento, pur risolvendo l’emergenza, non affronta alla radice il problema della riforma della governance, da tempo invocata da associazioni di categoria e analisti del settore.
Per gli operatori doganali, che agiscono in stretta sinergia con l’Autorità portuale, la stabilità amministrativa è un elemento imprescindibile. Le decisioni sulle concessioni demaniali, sui traffici intermodali, sulla pianificazione delle aree retroportuali e sull’implementazione dei sistemi digitali hanno impatti diretti sull’efficienza delle procedure doganali, sulla certezza dei tempi e sulla fluidità dei flussi commerciali.
L’auspicio è che questa fase commissariale rappresenti un’occasione per snellire le procedure, accelerare i processi decisionali e rimettere in moto i meccanismi istituzionali. Ma serve anche una riflessione più ampia a livello nazionale sulla necessità di una riforma strutturale che superi le logiche emergenziali e garantisca ai porti italiani una governance stabile, efficace e orientata alla competitività.









