Il porto di Napoli si prepara a sperimentare il “port tracking”, un sistema digitale di tracciamento dei mezzi pesanti in transito pensato per rendere più rapidi, sicuri e ordinati i passaggi ai varchi. La fase di prova è prevista dall’11 al 15 maggio 2026 e rappresenta un passaggio concreto nel percorso di modernizzazione dello scalo partenopeo. Come riporta Il Messaggero Marittimo, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, Andrea Annunziata Cuccaro, ha sottolineato l’obiettivo di rendere i mezzi pesanti “più sicuri” e i varchi “più rapidi” in uno scalo sempre più orientato al modello smart port.

La sperimentazione arriva dopo circa tre anni di lavoro e confronto tra gli operatori del cluster portuale. Il progetto riguarda il tracciamento digitale dei camion che entrano ed escono dal porto e sarà integrato nel Port Community System, la piattaforma elettronica che mette in comunicazione enti, imprese e organizzazioni della comunità portuale, interportuale e logistica.

L’obiettivo principale è ridurre code e tempi di attesa, migliorando la gestione dei flussi in uscita degli automezzi. Il test prevede una modalità operativa uniforme su tutti i varchi portuali, compresi quelli di Sant’Erasmo, così da costruire una gestione più fluida e coordinata degli accessi. In un porto urbano e complesso come Napoli, dove la viabilità interna si intreccia con le esigenze commerciali, doganali e di sicurezza, la digitalizzazione dei transiti può diventare un fattore decisivo di competitività.

Il progetto è stato discusso in un incontro del 24 aprile 2026 nella sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Tirreno Centrale. Al tavolo hanno partecipato soggetti pubblici e privati del cluster, tra cui FITA CNA, Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane e Monopoli, terminalisti e operatori. La presenza di questi attori evidenzia come il port tracking non sia solo un intervento tecnologico, ma anche organizzativo: per funzionare, il sistema richiede procedure condivise e una collaborazione stabile tra chi controlla, chi opera e chi trasporta.

Particolare attenzione è stata posta anche alla stagione estiva, periodo in cui lo scalo registra un aumento significativo delle movimentazioni. Garantire la piena operatività dei varchi diventa quindi essenziale per evitare congestioni e mantenere continuità nei servizi. In questo quadro resta centrale anche il tema del varco Bausan, interessato da lavori di ristrutturazione e considerato un elemento cruciale per l’organizzazione della viabilità portuale.

Per l’autotrasporto, la sperimentazione può tradursi in benefici concreti: minori attese, procedure più prevedibili, condizioni di lavoro migliori e una filiera logistica più efficiente. FITA CNA ha definito l’avvio del test come il risultato di un lavoro condiviso tra istituzioni e operatori, finalizzato a migliorare efficienza e competitività dello scalo. Il segretario Attilio Musella ha sintetizzato l’obiettivo parlando di un porto “moderno, sicuro, efficiente e soprattutto veloce”, capace di rispondere alle esigenze delle imprese e sostenere la crescita dei traffici.

Il banco di prova dell’11-15 maggio sarà quindi importante non solo per verificare la tenuta tecnica del sistema, ma anche per misurare la capacità del porto di Napoli di trasformare la digitalizzazione in un vantaggio operativo quotidiano. Se la sperimentazione darà risultati positivi, il port tracking potrà diventare uno degli strumenti chiave per rendere lo scalo più competitivo, riducendo le inefficienze ai varchi e accompagnando Napoli verso una gestione portuale più integrata e moderna.