Il 25 giugno 2025 il Consiglio Federale Svizzero ha inscritto nel Piano settoriale dei trasporti il primo sistema sotterraneo di movimentazione merci al mondo. Il consorzio privato Cargo sous terrain (CST) costruirà 500 km di gallerie tra Costanza e Ginevra, percorse da navette elettriche autonome e alimentate da rinnovabili.

La fase uno copre 70 km fra Härkingen e Zurigo: licenza edilizia prevista 2027, start operativo 2031. A 40 m di profondità la linea sottrarrà fino a 3 000 camion al giorno alle autostrade e taglierà l’80 % di CO₂ rispetto alla gomma, secondo l’ultimo studio di impatto. Anche l’inquinamento acustico in superficie calerà del 50 %.

Non è solo ingegneria: è logistica 4.0. Gli accessi verticali diventeranno “frontiere interne” dove scanner e IA sdoganeranno in pochi minuti, spingendo i lead time domestici sotto le quattro ore e rendendo normale la consegna notturna. Scorte più leggere, flussi costanti, slot portuali ottimizzati: la rivoluzione è già nei KPI.

Il costo totale stimato dell’intera rete sfiora i 30 mld CHF, somma che il consorzio punta a coprire con equity industriale e green bond. Il progetto, interamente privato, ha ritoccato ad aprile il business plan: capex della prima tratta sceso a 3,5 mld CHF e ingresso di Hans-Peter Dreier nel board, segnale di credibilità finanziaria.

Capitolo UE: oggi le merci extra-CH devono essere sdoganate alla frontiera prima di entrare nel tunnel. Berna e Bruxelles negoziano un “corridoio verde” che permetterebbe il transito doganale sospeso fino all’hub finale. Se l’accordo passa, la galleria sfiderà ferro e gomma sui traffici Nord Italia-Benelux.

Messaggio agli operatori di dogane, trasporti e logistica: rivedere procedure, network e automazione. Il futuro corre sottoterra; chi resta in superficie perde il treno… anzi, il tunnel.