Il 6 giugno la Banca d’Italia ha pubblicato la nuova “Indagine sui trasporti internazionali di merci”. Dopo il minimo del 2023, l’incidenza dei costi di spedizione sul valore delle merci è risalita: 2,5 % per l’export e 4,2 % per l’import.

Il dato interessa da vicino spedizionieri doganali e aziende manifatturiere, perché la componente trasporto confluisce direttamente nella determinazione del valore statistico e doganale.

Il principale motore del rincaro è il trasporto marittimo containerizzato. Gli attacchi Houthi nel Mar Rosso hanno allungato le rotte via Capo di Buona Speranza e gonfiato i noli: +52,4 % in dollari/TEU, che si traduce in +43,1 % dei costi medi all’import e +12,9 % all’export.

Negli altri traffici navali il bulk liquido cala di un 2,7 %, il bulk solido sale; nel general cargo impianti e macchinari toccano i minimi, mentre tubi e materiali da costruzione corrono a doppia cifra.

Sulle vie terrestri domina la stabilità. Il camion resta caro ma senza nuovi picchi: nominalmente circa zero, in termini reali +1/+2 %. La ferrovia è più dinamica, specie sulle tratte euro-asiatiche penalizzate dalla guerra in Ucraina.

Il cargo aereo segue due binari opposti: costi medi in salita di oltre l’11 % per l’import e in discesa di quasi il 9 % per l’export.

L’indagine, basata su 6 500 spedizioni tipo di 214 operatori, misura i costi in euro per tonnellata inclusi i servizi ausiliari, offrendo un termometro realistico per autorità doganali e imprese.

Il caro-noli ha ampliato il deficit dei servizi di trasporto nella bilancia dei pagamenti: –11,8 mld € contro –9,5 mld € del 2023, mentre la quota dei vettori nazionali resta stabile.

Per gli operatori doganali l’effetto è concreto. Il valore CIF dell’import aumenta e si riflette su dazi e IVA; per l’export FOB il maggiore esborso logistico erode parte del margine. Diventano strategici il ricalcolo dei valori, la scelta di rese Incoterms più equilibrate e l’uso dello sdoganamento anticipato per limitare costi e soste.

Il 2025 si apre con rotte ancora instabili e bunker costoso; integrare analisi di rischio geopolitico e audit logistici sarà essenziale per mantenere competitiva la supply-chain nazionale.