Dal 11 al 13 ottobre, Genova ha ospitato la XV edizione di Port&ShippingTech presso Palazzo San Giorgio. Questo evento, parte della Genoa Shipping Week, è un punto di riferimento per l’industria marittima italiana.

Il motto dell’evento, “The wave of change,” ha evidenziato le trasformazioni sostanziali che stanno interessando il settore marittimo, sia da fattori esterni che interni. Questi cambiamenti includono la ridefinizione degli equilibri geopolitici nel Mediterraneo, nei mari globali e sulle rotte internazionali, sottolineando l’importanza dell’adattamento a un panorama in evoluzione.

L’innovazione è stata il filo conduttore di tutto l’evento, con un’attenzione particolare alla necessità che le nuove tecnologie non solo ottimizzino i processi e i consumi, ma rispettino anche i principi ESG (Ambiente, Sociale e Governance) considerando la responsabilità sociale nell’industria marittima.

L’agenda di Port&ShippingTech 2023 è stata ricca e diversificata, coinvolgendo i principali attori del settore, le istituzioni e il mondo accademico. Questi incontri hanno contribuito a definire le sfide future del sistema logistico e marittimo italiano e internazionale, ponendo le basi per il suo sviluppo a lungo termine.

Le conferenze hanno toccato una vasta gamma di argomenti, tra cui l’importanza del trasporto marittimo a corto raggio (short sea) e il ruolo chiave delle navi Ro-Ro nel panorama italiano. Inoltre, è stato enfatizzato il “Human Factors Summit,” con l’intervento del Capitano Rosario Trapanese, fondatore di IMAT, uno dei maggiori centri di formazione marittima in Italia e tra le principali realtà europee nel settore del training marittimo, che ha condiviso le sue prospettive.

Trapanese ha sottolineato che l’innovazione tecnologica che coinvolge le navi ha un impatto diretto sulla preparazione dei marittimi. In risposta a navi sempre più sofisticate e complesse dal punto di vista operativo, gli enti di formazione devono investire in modo significativo per preparare i marittimi a entrare rapidamente in servizio. Secondo Trapanese, “L’innovazione tecnologica che sta investendo le navi si ripercuote anche sui livelli di preparazione dei marittimi.”

La discussione ha messo in evidenza come il fattore umano diventerà sempre più centrale nelle attività legate allo shipping e alla logistica portuale. In questi ambienti in rapida evoluzione, caratterizzati da crescente complessità e imprevedibilità, la preparazione, la salute e la sicurezza dei lavoratori diventano prioritari.

IMAT ha delineato tre pilastri fondamentali per affrontare queste sfide, oltre a un prerequisito essenziale: la conoscenza della lingua inglese, strumento imprescindibile per operare nell’ambito dello shipping, sia per i formatori che per i marittimi. Secondo il capitano, “Per garantire la competitività degli equipaggi, il mondo della formazione non può prescindere da livelli di qualità dell’offerta sempre più alta. Per raggiungere quest’obiettivo serve investire in modo ingente sulle risorse umane, attingendo a personale specializzato giovane e motivato; sulle nuove tecnologie, in grado di replicare nel modo più realistico possibile le condizioni operative a bordo; in strutture, poiché attrezzature di questo tipo hanno bisogno di spazi e servizi adeguati.”

Un altro punto focale è stato la catena di approvvigionamento portuale, considerando la crescente concorrenza e le innovazioni tecnologiche e normative. La digitalizzazione e l’automazione delle navi sono state esaminate, evidenziando come queste tecnologie stiano plasmando le flotte mercantili del futuro. Sono state discusse anche le sfide geoeconomiche e geopolitiche che l’industria marittima italiana deve affrontare.

Il “Green Ports & Shipping Summit” ha affrontato la decarbonizzazione, l’elettrificazione e la riduzione delle emissioni nell’industria del trasporto marittimo e portuale, sottolineando il ruolo crescente del settore marittimo nella lotta ai cambiamenti climatici.

Inoltre, il “Maritime LNG & Sea Energy Forum” ha esplorato i legami tra mare ed energia, inclusi giacimenti, fonti e approvvigionamenti.

I diversi interventi all’evento hanno evidenziato come l’industria marittima sia in costante mutamento e come la formazione dei marittimi sia cruciale per adattarsi a questo contesto. Gli investimenti nella formazione, nelle risorse umane, nelle nuove tecnologie e nelle infrastrutture sono fondamentali per preparare il settore marittimo a un futuro in continua evoluzione.