
Tl viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, ha annunciato che, a seguito della rimodulazione delle risorse del PNRR, verranno destinati all’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale circa 61,29 milioni di euro per interventi nei porti di Napoli e Salerno.
Secondo la nota ufficiale, le risorse sono “destinate a completare opere strategiche per la sicurezza, la competitività e l’efficienza del sistema logistico del Mezzogiorno”.
Gli interventi e le destinazioni
Gli stanziamenti sono ripartiti su cinque linee d’intervento principali:
-
Porto di Napoli, Darsena di Levante (Vigliena): circa 4 milioni di euro destinati al completamento della cassa di colmata e al dragaggio dei fondali.
-
Porto di Napoli, diga foranea “Duca d’Aosta”: 13,12 milioni per il rafforzamento e la messa in sicurezza della diga.
-
Porto di Salerno, adeguamento moli e banchine: 13,8 milioni per il consolidamento strutturale e funzionale.
-
Porto di Salerno, prolungamento del Molo Manfredi: 5,67 milioni per l’ampliamento della struttura destinata al traffico crocieristico.
-
Porto di Salerno, dragaggio e adeguamento del Molo di Ponente: 24,7 milioni per l’adeguamento dei fondali e della funzionalità del porto commerciale.
Quale significato strategico?
L’operazione rappresenta un segnale concreto della volontà di rilanciare gli scali campani nell’ambito della logistica mediterranea. Come ha evidenziato il viceministro, “le nuove risorse permetteranno di completare opere strategiche per la sicurezza, la competitività e l’efficienza del sistema logistico del Mezzogiorno”.
Investire nei fondali, nelle moli e nelle infrastrutture portuali significa aumentare la capacità di traffico, l’attrattività per crociere e merci e la resilienza rispetto a eventi meteo-marini o a criticità operative.
Per la città di Napoli, l’intervento sulla diga foranea “Duca d’Aosta” e la Darsena di Levante rappresentano un passo verso una maggiore apertura al traffico merci e alle navi commerciali e crocieristiche, con un effetto positivo sia sulla filiera portuale sia su quella turistica.
A Salerno, l’adeguamento dei moli e l’ampliamento della struttura crocieristica collocano il porto nella condizione di competere a livello mediterraneo, mentre il dragaggio del Molo di Ponente rafforza la vocazione mercantile dello scalo.
Le incognite da superare
Nonostante l’entusiasmo, l’annuncio presenta ancora alcune zone d’ombra. Al momento manca la pubblicazione del provvedimento di rimodulazione del fondo complementare del PNRR, che dovrebbe formalizzare la destinazione dei 61 milioni di euro ai porti campani.
Inoltre, sarà necessario verificare che i progetti previsti siano effettivamente cantierabili e rispettino tempistiche e condizioni tecniche, per evitare ritardi nella trasformazione infrastrutturale del Sud.
L’investimento nei porti di Napoli e Salerno ha un valore che va oltre l’ambito locale: migliorare la capacità logistica del Tirreno centrale significa rafforzare l’interconnessione tra Nord e Sud Italia, agevolare l’export, snellire le catene di approvvigionamento e sostenere la ripresa economica.
In un contesto in cui la resilienza economica e infrastrutturale è centrale, queste risorse rappresentano un’occasione per colmare ritardi storici e attrarre traffici che finora preferivano scali più attrezzati.










