Tl Consiglio dell’Unione europea ha approvato il mandato negoziale su alcuni punti chiave della riforma doganale destinata a ridisegnare il volto dell’Unione doganale. Il via libera permette di aprire ufficialmente il trilogo con Parlamento e Commissione per un pacchetto di norme che promette di rendere i controlli più efficaci, sostenere il commercio legittimo e offrire un’inedita integrazione digitale fra le dogane dei Ventisette.
Un cambiamento senza precedenti dal 1968
La proposta della Commissione, presentata nel maggio 2023, è definita la revisione più ambiziosa dalla nascita dell’Unione doganale. Al centro, l’istituzione di una EU Customs Authority e di un EU Customs Data Hub: un’agenzia decentrata che coordinerà la gestione del rischio a livello europeo e una piattaforma informatica unica sulla quale confluiranno tutte le informazioni di importazione ed esportazione. Secondo le stime di Bruxelles, il nuovo modello potrà far risparmiare agli Stati membri fino a 2 miliardi di euro l’anno in costi IT.
La novità del Data Hub
Il Data Hub rappresenta la spina dorsale dell’intero impianto. Le imprese dovranno inserire una sola volta i dati doganali, validi per più spedizioni e per tutto il territorio UE. Le autorità nazionali saranno così in grado di seguire in tempo reale i flussi commerciali, accedendo a una “visione a 360 gradi” delle catene di approvvigionamento, alimentata da intelligenza artificiale e machine learning per l’analisi predittiva dei rischi.
Tempi di attuazione
Il calendario proposto prevede l’apertura del Data Hub alle spedizioni e-commerce nel 2028, l’adesione su base volontaria di altri importatori dal 2032 e la sua obbligatorietà dal 2038, con una verifica intermedia nel 2035. Per i doganalisti e gli operatori economici ciò significa un orizzonte operativo molto chiaro entro cui adeguare sistemi e procedure.
Nasce il profilo “Trust & Check Trader”
Accanto alla figura già nota dell’AEO, il regolamento introduce il Trust & Check Trader (TCT): aziende che, grazie a una trasparenza totale sui propri processi, potranno sdoganare le merci senza intervento attivo dell’autorità doganale. Dal 2032 questi operatori relazioneranno con un’unica amministrazione doganale, indipendentemente dal punto di ingresso in UE, riducendo drasticamente tempi e costi.
E-commerce e micro‐spedizioni
Per contrastare la sistematica sotto-valutazione dei pacchi inferiori a 150 €, il testo elimina la soglia di esenzione dai dazi e introduce un handling fee sulle piccole spedizioni acquistate online. Le piattaforme digitali diventano importatori ufficiali, responsabili della riscossione preventiva di dazi e IVA, liberando il consumatore da oneri e sorprese alla consegna.
Vantaggi attesi
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Maggiore sicurezza: la condivisione in tempo reale dei dati consente controlli mirati su merci pericolose o non conformi.
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Riduzione degli adempimenti: dichiarazioni unificate e ritiro dei modelli cartacei tradizionali.
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Risparmi per le imprese: meno interfacce nazionali, un solo portale e procedure accelerated.
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Gettito addizionale: la sola stretta sull’e-commerce potrebbe generare 1 miliardo di euro l’anno di introiti doganali supplementari.
Le modifiche del Consiglio
Rispetto alla bozza della Commissione, i ministri delle finanze hanno chiarito i processi operativi per agevolare l’applicazione pratica, confermato il mantenimento del regime AEO per le PMI e definito in modo preliminare il meccanismo del nuovo handling fee. Non è stata ancora individuata la sede dell’EU Customs Authority né si è sciolto il nodo sul futuro tariffario semplificato.
Prossime tappe
Il mandato approvato apre la fase di negoziato con il Parlamento: l’obiettivo politico è un accordo di massima entro la fine del 2026, in modo da permettere la progettazione tecnica del Data Hub già nel 2027. Restano da chiudere dosseri cruciali come la struttura tariffaria ridotta e l’integrazione con i sistemi nazionali esistenti.
Che cosa devono fare i doganalisti oggi
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Monitorare il trilogo: gli emendamenti parlamentari potrebbero modificare tempi e requisiti.
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Rafforzare la governance dei dati: il Data Hub premia la qualità e la trasparenza delle informazioni.
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Valutare la transizione da AEO a TCT per i clienti più strutturati, analizzando costi/benefici.
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Digital readiness: investire in interfacce API e tracciabilità in tempo reale diventerà un vantaggio competitivo.
La posta in gioco
«Di fronte a sfide sempre più complesse, le dogane UE hanno bisogno di strumenti moderni per proteggere il mercato unico», ha dichiarato il ministro polacco delle Finanze Andrzej Domański al termine del Consiglio, sintetizzando l’urgenza di un quadro “a prova di futuro”. Per i doganalisti la riforma non è solo un adempimento in più, ma l’opportunità di ridefinire il proprio ruolo come partner strategico della supply chain globale.









