La fotografia dei porti del Mar Tirreno Centrale nel 2024 restituisce un quadro di straordinario vigore: un utile netto di esercizio, tariffe competitive e un avanzo consolidato di 111 milioni di euro dicono quanto l’AdSP stia attraversando una fase di crescita strutturale.

Gli indicatori finanziari parlano chiaro: 41,4 M€ di entrate correnti – cresciute del 32 % rispetto all’anno della pandemia – contro 34,8 M€ di spese operative, generano un avanzo d’esercizio di 4,7 M€ e un utile netto sostanzioso. Non meno importante, l’ente ha chiuso senza nuovo indebitamento, contando esclusivamente su risorse proprie e fondi PNRR: 95 M€ dei 275 M€ incassati sono già stati destinati a infrastrutture e tecnologie.

Sul piano operativo, il Tirreno Centrale ha movimentato 31,8 M t di merci (+2,5 %), accolto 9 M di passeggeri (+8,1 %) e quasi 2 M di crocieristi (+5,6 %). Numeri che confermano il sistema portuale campano‑laziale come snodo privilegiato per linee brevi e traffici globali.

«È la prova che una gestione rigorosa e orientata all’efficienza paga sul lungo termine», commenta Andrea Annunziata, commissario dell’AdSP. «La sfida ora è consolidare questi risultati, sviluppando nuovi servizi digitali e logistiche integrate.»

Le implicazioni, dal punto di vista doganale, potrebebro essere molteplici:

  • Ottimizzazione dei tempi di sdoganamento, grazie a banchine smart e terminal automatizzati;

  • Espansione dei servizi a valore aggiunto, come l’interporto e il consolidamento merce;

  • Partnership con compagnie di linea per gestire flussi passeggeri e merci con soluzioni multimodali.