
L‘Italia dei porti ha sempre desiderato semplificare i processi amministrativi, cercando soluzioni per ridurre i tempi e incrementare l’efficienza operativa. Il 20 ottobre, durante l’assemblea degli agenti marittimi italiani a Taranto è stato compiuto un passo decisivo in questa direzione.
Federagenti, l’associazione che rappresenta gli agenti marittimi, ha stretto una collaborazione cruciale con il Comando Generale delle Capitanerie di Porto. Questo accordo prevede che gli agenti marittimi agiscano come “dichiaranti”, diventando di fatto le “sentinelle” per monitorare giornalmente le attività di semplificazione ed efficientamento. L’obiettivo finale? Migliorare le operazioni delle navi, portando vantaggi sia in termini economici che ambientali.
L’avvio di questo percorso collaborativo è stato sancito dalla firma dell’ammiraglio ispettore capo Nicola Carlone, comandante generale delle Capitanerie di Porto, e di Alessandro Santi, presidente di Federagenti. La visione condivisa da entrambe le parti mira all’adozione progressiva di un sistema di digitalizzazione e di centralizzazione dei dati. Il culmine di questo progetto sarà la creazione, prevista per il 15 agosto 2025, della European Maritime Single Window. Questo innovativo sistema permetterà alle navi di inviare un unico messaggio, contenente tutte le informazioni di sicurezza relative al carico, al Corpo Nazionale delle Capitanerie di Porto. Quest’ultimo avrà il compito di smistare le informazioni a tutte le entità istituzionali impegnate nella gestione del traffico marittimo e dell’interscambio internazionale.
Il ruolo degli agenti marittimi sarà centrale per la riuscita di questo progetto, dato che saranno responsabili del monitoraggio del sistema e avranno un ruolo consulenziale per apportare miglioramenti continui. L’importanza di questo accordo è testimoniata da un dato significativo: ogni anno, più di 69 mila navi attraccano nei porti italiani, implicando il lavoro di 9200 utenti e comportando l’adempimento di ben 515.000 formalità.
Con queste innovazioni, il futuro dei porti italiani sembra delinearsi verso un’epoca di maggiore efficienza e sostenibilità, con benefici tangibili sia per il settore marittimo che per l’ambiente circostante.









