wecondo un nuovo rapporto dell’UCL Energy Institute, degli UN Climate Change High-Level Champions e della Getting to Zero Coalition, la decarbonizzazione del settore marittimo è essenziale per contrastare il cambiamento climatico.

Attualmente, il trasporto marittimo è responsabile di circa il 3% delle emissioni globali di gas serra, e se fosse un paese, sarebbe tra i maggiori inquinatori al mondo. Il rapporto si concentra sul raggiungimento dell’obiettivo fissato per il 2030: introdurre almeno il 5-10% di carburanti a zero emissioni nelle rotte internazionali, un passo fondamentale verso la riduzione delle emissioni complessive del settore.

Il documento fa il punto sui progressi, mettendo in evidenza luci e ombre. Da un lato, c’è stato un significativo sviluppo tecnologico: la produzione di carburanti come l’ammoniaca verde e l’e-metanolo è aumentata e la prima nave a doppio combustibile per ammoniaca è stata varata. Tuttavia, dall’altro, la domanda di questi carburanti resta bassa, e molti armatori continuano a ordinare navi alimentate con combustibili fossili. Questo ritardo nell’adozione di tecnologie sostenibili potrebbe compromettere la possibilità di raggiungere gli obiettivi stabiliti.

Anche il settore finanziario deve fare la sua parte, ma al momento i capitali destinati ai progetti a zero emissioni sono ancora troppo limitati. La maggior parte degli investimenti continua a sostenere le navi alimentate a combustibili tradizionali, frenando la crescita delle soluzioni più pulite. Il rapporto sottolinea che è necessario un cambiamento significativo in questa direzione, con finanziamenti che incentivino la costruzione di infrastrutture e l’adozione di tecnologie per i carburanti a zero emissioni.

Sul fronte politico, l’adozione della nuova strategia dell’International Maritime Organization rappresenta un progresso, ma molte delle normative più stringenti non saranno operative prima del 2027. Di conseguenza, c’è una finestra temporale ridotta per implementare i cambiamenti necessari entro il 2030.

Infine, il rapporto evidenzia l’importanza di una transizione giusta, che tenga conto delle comunità più vulnerabili e dei lavoratori del settore, soprattutto nei paesi in via di sviluppo e nelle piccole isole, che rischiano di essere lasciati indietro in questo cambiamento.

Il documento lancia un chiaro monito: nonostante i progressi, il settore marittimo non è ancora sulla strada giusta per raggiungere gli obiettivi del 2030. Serve un’azione urgente e coordinata per accelerare la transizione verso un trasporto marittimo più sostenibile, evitando di compromettere il futuro del commercio globale e la lotta contro il cambiamento climatico.