L‘ultimo aggiornamento del Liner Shipping Connectivity Index (LSCI) della Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD) conferma che l’indice di connessione dell’Italia alla rete mondiale di servizi marittimi containerizzati è rimasto invariato rispetto allo stesso periodo del 2023, attestandosi a quota 286.

L’LSCI, che misura il grado di integrazione di una nazione nella rete globale del trasporto marittimo containerizzato, è stato recentemente ridefinito per riflettere meglio le dinamiche attuali. L’indice prende in considerazione sei componenti principali: il numero di scali settimanali di navi, la capacità annuale di movimentazione containerizzata, il numero di servizi di linea regolari, il numero di compagnie di navigazione attive, la capacità della nave più grande impiegata e il numero di paesi collegati direttamente senza operazioni di transhipment.

Contestualmente, l’UNCTAD ha aggiornato anche il Port Liner Shipping Connectivity Index (PLSCI), che valuta l’integrazione dei singoli porti nelle reti mondiali di servizi marittimi containerizzati. Anche questo indice è stato aggiornato nel 2024 per allinearsi alle attuali caratteristiche dei porti container.

Tra i porti italiani, Genova si conferma in testa con un indice di 418,3, in crescita del 5,5% rispetto al secondo trimestre del 2023. La Spezia mostra un notevole incremento del 12,8%, portando il suo indice a 260,2. Gioia Tauro, invece, registra una flessione del 4,4%, scendendo a un indice di 314,5.

Ecco una panoramica delle performance degli altri porti italiani nel secondo trimestre del 2024:

  • Salerno: 197,0 (+5,8%)
  • Livorno: 165,3 (-15,8%)
  • Trieste: 154,6 (+2,6%)
  • Napoli: 128,2 (-18,9%)
  • Venezia: 106,8 (+0,9%)
  • Civitavecchia: 85,9 (-8,9%)
  • Vado Ligure: 85,9 (-26,9%)
  • Ancona: 79,2 (+10,4%)
  • Ravenna: 77,1 (-11,0%)
  • Taranto: 31,5 (+9,5%)
  • Marina di Carrara: 26,5 (-21,6%)
  • Cagliari: 26,1 (-39,4%)

Nonostante alcune variazioni significative nei singoli porti, l’indice LSCI complessivo dell’Italia mostra stabilità, con una leggera crescita di tre punti rispetto al primo trimestre del 2024. Questa stabilità riflette l’efficacia delle politiche di sviluppo portuale e la resilienza del settore marittimo italiano nel contesto globale.