
Tl 22 febbraio, la Commissione per il Mercato interno e la protezione dei consumatori (IMCO) del Parlamento europeo ha votato a favore della riforma del codice doganale dell’Unione Europea, con il voto favorevole di 34 membri, nessun voto contrario e cinque astensioni, il progetto ha ricevuto l’approvazione da parte della commissione e sarà ora sottoposto alla votazione in sessione plenaria, prevista per il prossimo mese.
La riforma del codice doganale dell’UE è stata proposta per adattare il quadro normativo alle sfide attuali del commercio globale, con un focus specifico sulle dinamiche emergenti nell’e-commerce e sugli ordini di beni provenienti da paesi extraeuropei.
Una delle principali disposizioni della relazione è l’obbligo per le grandi piattaforme di e-commerce di fornire informazioni dettagliate sulle merci destinate all’Unione Europea entro un giorno dall’acquisto. Questo requisito mira a migliorare la trasparenza e a fornire alle autorità doganali maggiori dati sulle merci in entrata nell’UE, con l’obiettivo di identificare e controllare eventuali prodotti non conformi alle norme europee.
La riforma propone l’istituzione di un sistema multilivello di operatori certificati, con l’intento di semplificare le procedure doganali e di concentrare i controlli sulle spedizioni e le aziende considerate a maggior rischio di non conformità normativa. Questa misura mira a migliorare l’efficienza dei controlli doganali, riducendo al contempo gli oneri amministrativi per le imprese, Inoltre con la riforma verrebbe istituito il DataHub dell’UE, una nuova piattaforma digitale per la presentazione delle informazioni alle autorità doganali.
Le reazioni del settore marittimo-portuale e della logistica sono state variegate. Le associazioni (ECSA, ECASBA, ESC, ESPO, FEPORT e World Shipping Council) hanno accolto con favore i progressi compiuti dalla Commissione IMCO ed hanno espresso gratitudine per l’attenzione prestata alle preoccupazioni del settore, ma hanno anche sollevato preoccupazioni riguardo a specifiche disposizioni della riforma. La critica maggiore riguarda la proposta di ridurre da 90 a 30 la durata massima della custodia temporanea delle merci nei porti dell’UE, ritenuta poco praticabile e onerosa per il trasporto marittimo.









