
Le normative vigenti nell’Unione Europea per la diminuzione delle emissioni di CO2 generate dalle navi durante la sosta nei porti potranno conseguire una riduzione massima del 24%. Italia, Spagna e Francia emergono come i paesi più bisognosi di investimenti significativi in tecnologie di cold-ironing, un sistema che consente alle navi di accedere all’energia elettrica a terra, riducendo così la dipendenza dai motori a bordo e le emissioni associate.
Uno studio dell’International Council on Clean Transportation (ICCT) sottolinea che, nonostante gli sforzi regolamentari europei attraverso il FuelEU Maritime e il regolamento AFIR, che incoraggiano l’uso di cold-ironing nei porti principali, gli obiettivi di decarbonizzazione rimangono modesti. Il FuelEU Maritime richiede che le navi di grandi dimensioni si collochino all’energia terrestre nei porti principali dell’UE entro il 2030, mentre l’AFIR coordina lo sviluppo delle infrastrutture necessarie.
Il rapporto dell’ICCT evidenzia come nel 2019 le navi ormeggiate nei porti europei abbiano necessitato di quasi 5,9 terawattora di energia, con i porti della rete TEN-T che rappresentano la maggior parte di questa domanda. Le navi che consumano più energia, come quelle cisterna, passeggeri e da crociera, sono anche quelle che contribuiscono maggiormente alle emissioni di CO2. È rilevante che la metà dell’energia utilizzata dalle navi nei porti dell’UE proveniva da porti situati in Italia, Spagna e Francia, con le navi da crociera come maggiori consumatrici di energia e quindi principali candidate per il cold-ironing.
Con solo 51 porti che al momento offrono infrastrutture di cold-ironing in tutta l’UE, è evidente la necessità di estendere questa capacità fino a tre o quattro volte per raggiungere gli obiettivi previsti. La carenza di capacità attuale è sottolineata dalle stime che indicano una produzione di 4,37 milioni di tonnellate di CO2 annue dalle navi nei porti dell’UE. Il rapporto conclude enfatizzando la necessità di rafforzare le politiche in atto per raggiungere una riduzione più significativa delle emissioni di CO2 e per allinearsi agli obiettivi più ampi di sostenibilità ambientale dell’UE.









