Nonostante le numerose azioni intraprese dalle associazioni di categoria, ad oggi la situazione dei controlli nei porti di Napoli e Salerno appare ancora senza una soluzione valida.

Il 17 maggio scorso, di fronte alle irrisolte problematiche i Presidenti del Consiglio Territoriale Alfonso Mazzamauro, di ACCSEA Mimmo De Crescenzo e di Assospena, Augusto Forges Davanzati, hanno ritenuto opportuno scrivere alla nuova Direttrice Territoriale, dott.ssa Maria Alessandra Santillo.

Di seguito il testo:

Buongiorno Direttrice,

Le scrivo anche a nome del Presidente del Consiglio Territoriale Alfonso Mazzamauro e del Presidente ACCSEA Mimmo De Crescenzo.

Le rinnoviamo il nostro benvenuto e le auguriamo buon lavoro; siamo però costretti a coinvolgerla, anche se appena insediata, poiché la situazione a Napoli porto è diventata insostenibile.

Ad oggi abbiamo circa 250 dichiarazioni arretrate e la tempistica per intraprendere le verifiche si aggira intorno ai 10 gg.

Stamattina è presente un solo funzionario perché gli altri sono ad un corso di aggiornamento e pertanto riceviamo costantemente lamentele e proteste dai nostri associati. Le aziende nostre rappresentate subiscono danni ingenti in termini di soste e mancate consegne e ci risultano già alcuni casi di messa in mora della Dogana con richieste di risarcimento.

Abbiamo assoluta necessità di affrontare e risolvere una volta per tutte questa atavica questione e confidiamo in un Suo pronto intervento.

Siamo naturalmente disponibili ad un confronto, se lo riterrà opportuno.

Attendiamo fiduciosi Suo riscontro

Cordiali saluti”.

Già lo scorso 2 maggio 2023, gli enti e le associazioni di categoria avevano rappresentato all’attuale Direttore Regionale l’urgenza di trovare una soluzione alle gravi problematiche relative ai controlli doganali.

Precedentemente, il 21 aprile, Assospena era stata ricevuta dal Direttore di Napoli, dr. Trentino, per discutere dei consueti ritardi nelle operazioni di controllo, sia fisico che documentale, riscontrati. All’incontro erano presenti, oltre ad Assospena, in persona del suo presidente Augusto Forges Davanzati, Alfonso Mazzamauro (presidente CTSD), Tiziana Sommella (CTSD) e Mimmo De Crescenzo (presidente ACCSEA). Il direttore, in quella sede, evidenziò la consueta carenza di personale, sempre più difficile da gestire.

Emerse la necessità di esporre tali problematiche alla Direzione Regionale.
Nel frattempo, la Dogana affermava di stare lavorando per individuare soluzioni temporanee al fine di evitare un aggravamento della situazione.

Ancora prima, venerdì 7 aprile, su richiesta avanzata da Assospena insieme al Consiglio Territoriale, si era svolto l’incontro con il Direttore della Dogana di Salerno, dr. Pacelli, allo scopo di presentare le difficoltà operative affrontate quotidianamente dalla categoria presso quell’ufficio.

All’incontro erano presenti, oltre al presidente di Assospena, Augusto Forges Davanzati, Massimo De Gregorio e Alberto Fabbricatore. Durante la riunione sono stati affrontati i seguenti temi:

  • Tempi eccessivi per le verifiche, nonostante l’introduzione delle prenotazioni;
  • Ripristino del dispositivo di scansione;
  • Funzionamento del PCF;
  • Possibilità di gestire le garanzie/esenzioni per il deposito IVA;
  • Effettuazione delle verifiche nel pomeriggio.

Il dr. Pacelli informò che, da alcuni mesi, la Dogana aveva ricevuto istruzioni dalla Procura di Salerno di eseguire controlli approfonditi sui contenitori di banane a causa del rinvenimento di grandi quantità di cocaina. Ciò aveva inevitabilmente un impatto sull’operatività a causa della persistente carenza di personale.

Il nuovo Direttore generale delle Dogane, dr. Alesse, era stato informato di questa situazione ed era andato a Salerno per valutare le diverse problematiche. Le Associazioni avevano richiesto di prendere provvedimenti adeguati per migliorare la situazione, poiché i tempi delle verifiche a Salerno erano e sono inaccettabili.

Durante la riunione emersero inoltre, ulteriori problematiche riguardanti i terminal portuali, come la questione dello stoccaggio retrospettivo dei contenitori da ritirare e la mancata assegnazione di spazi per le verifiche.