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	<title>Gruppo Forges Davanzati</title>
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	<description>Gruppo Forges Davanzati - Spedizioni internazionali - International forwarding</description>
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		<title>Commercio mondiale, la logistica resiste alle crisi: WTO alza le stime al 3,9% per il 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 12:07:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Logistica]]></category>
		<category><![CDATA[commercio internazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[Il commercio mondiale si conferma più resiliente del previsto. Secondo le ultime stime della WTO, gli scambi internazionali di merci cresceranno del 3,9% nel 2026, sostenuti dalla domanda di prodotti legati all'intelligenza artificiale e dalla capacità delle imprese di riorganizzare le supply chain. In aumento anche i traffici containerizzati, nonostante le tensioni geopolitiche e le criticità delle rotte marittime. Per il settore logistico restano centrali la diversificazione dei fornitori, la flessibilità dei trasporti e il controllo dei costi energetici...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-background-position:left top;--awb-border-sizes-top:0px;--awb-border-sizes-bottom:0px;--awb-border-sizes-left:0px;--awb-border-sizes-right:0px;--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:0px;--awb-padding-bottom:20px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;" data-scroll-devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-image-element" style="text-align:center;--awb-liftup-border-radius:0px;--awb-caption-title-font-family:var(--h2_typography-font-family);--awb-caption-title-font-weight:var(--h2_typography-font-weight);--awb-caption-title-font-style:var(--h2_typography-font-style);--awb-caption-title-size:var(--h2_typography-font-size);--awb-caption-title-transform:var(--h2_typography-text-transform);--awb-caption-title-line-height:var(--h2_typography-line-height);--awb-caption-title-letter-spacing:var(--h2_typography-letter-spacing);"><div class="awb-image-frame awb-image-frame-1 imageframe-liftup"><span class="fusion-imageframe imageframe-none imageframe-1"><a href="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/Hub-logistico-globale-alimentato-dallIA.webp" class="fusion-lightbox" data-rel="iLightbox[901cac69d7fe0afa774]" data-title="Hub logistico globale alimentato dall’IA" title="Hub logistico globale alimentato dall’IA"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/Hub-logistico-globale-alimentato-dallIA.webp" alt class="img-responsive wp-image-4324" srcset="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/Hub-logistico-globale-alimentato-dallIA-200x133.webp 200w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/Hub-logistico-globale-alimentato-dallIA-400x267.webp 400w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/Hub-logistico-globale-alimentato-dallIA-600x400.webp 600w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/Hub-logistico-globale-alimentato-dallIA-800x533.webp 800w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/Hub-logistico-globale-alimentato-dallIA-1200x800.webp 1200w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/Hub-logistico-globale-alimentato-dallIA.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, (max-width: 640px) 100vw, 1200px" /></a></span></div></div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:50px;width:100%;"></div><div class="fusion-text fusion-text-1"><p><strong>Il boom dell&#8217;intelligenza artificiale sostiene gli scambi internazionali, mentre porti e catene di approvvigionamento si riorganizzano per fronteggiare le tensioni in Medio Oriente. Crescono i volumi, ma restano le incognite su noli, energia e rotte marittime.</strong></p>
<p><span class="fusion-dropcap dropcap dropcap-boxed L" style="--awb-border-radius:50%;">T</span>l commercio mondiale dimostra una capacità di adattamento superiore alle attese, nonostante le tensioni geopolitiche e le difficoltà che interessano le principali rotte di trasporto. Secondo il rapporto <a href="https://www.wto.org/english/res_e/booksp_e/gtos1026_e.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>Global Trade Outlook and Statistics</em></a>, pubblicato l&#8217;8 ottobre 2026 dalla World Trade Organization (WTO), gli scambi internazionali di merci cresceranno del 3,9% in volume nel 2026, il doppio rispetto all&#8217;1,9% previsto a marzo. Per il 2027 la stima sale al 4,1%.</p>
<p>A sostenere questa revisione sono soprattutto due fattori: la riorganizzazione delle catene di approvvigionamento e la forte domanda di componenti tecnologici destinati all&#8217;intelligenza artificiale.</p>
<h3>Container e supply chain: i traffici tengono</h3>
<p>La resilienza del sistema logistico emerge dai dati sul trasporto containerizzato. Secondo la WTO, il traffico mondiale di container è aumentato del 3,9% nei primi sette mesi del 2026, nonostante le perturbazioni delle rotte marittime e le difficoltà nei mercati energetici.</p>
<p>Le imprese hanno reagito alle interruzioni diversificando i fornitori e utilizzando corridoi logistici alternativi. Nel primo semestre le esportazioni di petrolio greggio dal Medio Oriente sono diminuite del 24% e quelle di gas naturale liquefatto del 47%. L&#8217;aumento delle forniture provenienti da altre aree ha però limitato la contrazione globale rispettivamente al 6% e all&#8217;1%.</p>
<p>Per spedizionieri, operatori portuali e imprese di trasporto, questi cambiamenti confermano l&#8217;importanza di reti flessibili e soluzioni capaci di ridurre la dipendenza dai singoli collegamenti.</p>
<h3>L&#8217;intelligenza artificiale traina gli scambi</h3>
<p>Un contributo decisivo arriva dagli investimenti tecnologici. Nel primo semestre 2026, semiconduttori, server e altri beni legati all&#8217;intelligenza artificiale hanno rappresentato il 47% della crescita del commercio mondiale di merci in valore.</p>
<p>Gli scambi di questi prodotti sono aumentati del 67% su base annua. Una dinamica che rafforza soprattutto i collegamenti commerciali con l&#8217;Asia, dove si concentra una parte rilevante della produzione di componentistica avanzata.</p>
<p>Per il settore logistico si tratta di un&#8217;evoluzione significativa, che accresce l&#8217;importanza della gestione di merci tecnologiche ad alto valore, della tracciabilità e dell&#8217;affidabilità delle consegne.</p>
<h3>Servizi e trasporti sotto pressione</h3>
<p>Il quadro rimane più complesso per i servizi commerciali. La WTO ha ridotto dal 4,8% al 3,3% la previsione di crescita in volume per il 2026, principalmente per le difficoltà dei trasporti e dei viaggi internazionali.</p>
<p>Le tensioni in Medio Oriente continuano a incidere sui costi energetici e sull&#8217;organizzazione delle spedizioni. Anche le prospettive regionali risultano disomogenee: l&#8217;Asia dovrebbe guidare la crescita delle esportazioni di merci con un +9,9%, mentre l&#8217;Europa è attesa a -0,1%.</p>
<p>La ripresa degli scambi non elimina quindi i rischi per la logistica globale. L&#8217;andamento dei carburanti, la stabilità dei corridoi marittimi e la continuità degli investimenti tecnologici saranno determinanti nei prossimi mesi. Per gli operatori, la capacità di adattare rapidamente rotte, fornitori e modalità di trasporto resta un elemento centrale di competitività.</p>
</div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:30px;width:100%;"></div></div></div></div></div>]]></content:encoded>
					
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		<title>La connettività marittima italiana perde terreno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 12:41:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Logistica]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel terzo trimestre 2026 l’Italia mantiene un ruolo significativo nelle reti marittime container, ma il confronto internazionale mostra un progressivo ridimensionamento relativo. I dati UNCTAD su LSCI e PLSCI evidenziano differenze marcate tra i porti italiani: Genova resta al vertice, seguita da Gioia Tauro e La Spezia, mentre altri scali registrano andamenti più discontinui. In un Mediterraneo sempre più competitivo, con Spagna, Turchia e Marocco in forte crescita, la capacità di attrarre servizi regolari, vettori e collegamenti diretti diventa centrale per la competitività logistica del Paese...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-2 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-background-position:left top;--awb-border-sizes-top:0px;--awb-border-sizes-bottom:0px;--awb-border-sizes-left:0px;--awb-border-sizes-right:0px;--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:0px;--awb-padding-bottom:20px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-1 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;" data-scroll-devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-image-element" style="text-align:center;--awb-liftup-border-radius:0px;--awb-caption-title-font-family:var(--h2_typography-font-family);--awb-caption-title-font-weight:var(--h2_typography-font-weight);--awb-caption-title-font-style:var(--h2_typography-font-style);--awb-caption-title-size:var(--h2_typography-font-size);--awb-caption-title-transform:var(--h2_typography-text-transform);--awb-caption-title-line-height:var(--h2_typography-line-height);--awb-caption-title-letter-spacing:var(--h2_typography-letter-spacing);"><div class="awb-image-frame awb-image-frame-2 imageframe-liftup"><span class="fusion-imageframe imageframe-none imageframe-2"><a href="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/Porto-container-al-tramonto-tra-mare-e-montagne.webp" class="fusion-lightbox" data-rel="iLightbox[e14850c5fa9a61b9d99]" data-title="Porto container al tramonto tra mare e montagne" title="Porto container al tramonto tra mare e montagne"><img decoding="async" width="1536" height="1024" src="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/Porto-container-al-tramonto-tra-mare-e-montagne.webp" alt class="img-responsive wp-image-4310" srcset="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/Porto-container-al-tramonto-tra-mare-e-montagne-200x133.webp 200w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/Porto-container-al-tramonto-tra-mare-e-montagne-400x267.webp 400w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/Porto-container-al-tramonto-tra-mare-e-montagne-600x400.webp 600w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/Porto-container-al-tramonto-tra-mare-e-montagne-800x533.webp 800w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/Porto-container-al-tramonto-tra-mare-e-montagne-1200x800.webp 1200w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/Porto-container-al-tramonto-tra-mare-e-montagne.webp 1536w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, (max-width: 640px) 100vw, 1200px" /></a></span></div></div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:50px;width:100%;"></div><div class="fusion-text fusion-text-2"><p><strong>Nel terzo trimestre 2026 il sistema italiano resta rilevante nelle reti container globali, ma il Mediterraneo cambia rapidamente: crescono nuovi poli, aumentano le differenze tra gli scali e la connettività si concentra su pochi porti.</strong></p>
<p><span class="fusion-dropcap dropcap dropcap-boxed L" style="--awb-border-radius:50%;">L</span>a connettività marittima italiana resta elevata nel confronto internazionale, ma il terzo trimestre 2026 conferma un progressivo ridimensionamento relativo del Paese all’interno delle reti container globali. Secondo l’ultimo aggiornamento UNCTAD, il Liner Shipping Connectivity Index (LSCI) dell’Italia è pari a 287,1 nel trimestre, in calo dell’1% su base annua e al 17° posto tra 178 economie. Il dato mensile di settembre è ancora più basso, 282,8, contro 290 circa a metà anno. Il confronto storico aiuta a leggere la portata del cambiamento: nel 2006 l’indice italiano era 326. La perdita non coincide però con un isolamento del sistema portuale nazionale, quanto con una trasformazione delle gerarchie marittime e con una crescita più rapida di altri sistemi portuali del Mediterraneo e dell’Asia.</p>
<p>L’LSCI non misura i volumi movimentati né la sola capacità fisica di un porto: descrive invece quanto un Paese è inserito nelle reti regolari del trasporto marittimo containerizzato. Il calcolo combina sei componenti: numero di scali settimanali programmati, capacità annuale dispiegata in TEU, numero di servizi di linea, numero di compagnie che operano sul mercato, dimensione della nave più grande impiegata e numero di Paesi raggiunti con collegamenti diretti. Dal 2024 UNCTAD ha ricalibrato l’indice: il valore 100 corrisponde alla connettività media del primo trimestre 2023 e non più al massimo osservato nel 2006. La revisione mantiene le sei componenti ma ne riequilibra il peso, riducendo l’enfasi che il precedente metodo attribuiva indirettamente alla crescita della capacità e delle dimensioni navali. In questo modo porti e Paesi con una rete più articolata di vettori, servizi e connessioni dirette possono essere rappresentati in modo più equilibrato.</p>
<p>Nel Mediterraneo la traiettoria italiana va quindi interpretata soprattutto in termini relativi. InforMARE rileva che la Spagna, già davanti all’Italia nel 2006, è arrivata a 402 punti nel settembre 2026 e rimane il Paese europeo più connesso. La Turchia è passata da 163 nel 2006 a 298 e ha superato stabilmente l’Italia dalla fine del 2024. Ancora più evidente è il percorso del Marocco, salito da 64 a 263, cioè a un valore ormai pari a circa il 93% di quello italiano. Anche l’Egitto ha scavalcato temporaneamente l’Italia nel gennaio 2026. Nello stesso periodo alcune tradizionali potenze marittime del Nord Europa hanno perso terreno: Germania e Regno Unito presentano oggi livelli inferiori rispetto a vent’anni fa. Il risultato è un Mediterraneo molto più competitivo, nel quale la posizione geografica da sola non garantisce un vantaggio permanente e la capacità di attrarre servizi di linea diventa decisiva.</p>
<p><em><img decoding="async" class="size-full wp-image-4312 aligncenter" src="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/plsci_porti_italiani_q3_2026.webp" alt="" width="2087" height="1243" srcset="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/plsci_porti_italiani_q3_2026-18x12.webp 18w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/plsci_porti_italiani_q3_2026-200x119.webp 200w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/plsci_porti_italiani_q3_2026-300x179.webp 300w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/plsci_porti_italiani_q3_2026-400x238.webp 400w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/plsci_porti_italiani_q3_2026-600x357.webp 600w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/plsci_porti_italiani_q3_2026-768x457.webp 768w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/plsci_porti_italiani_q3_2026-800x476.webp 800w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/plsci_porti_italiani_q3_2026-1024x610.webp 1024w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/plsci_porti_italiani_q3_2026-1200x715.webp 1200w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/plsci_porti_italiani_q3_2026-1536x915.webp 1536w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/plsci_porti_italiani_q3_2026.webp 2087w" sizes="(max-width: 2087px) 100vw, 2087px" />Figura 1. Rielaborazione grafica su dati UNCTAD/UNCTADstat. Il PLSCI misura l’integrazione dei singoli porti nella rete globale dei servizi di linea.</em></p>
<p>Il dato nazionale, però, nasconde differenze profonde tra gli scali. Il Port Liner Shipping Connectivity Index (PLSCI), costruito con le stesse sei componenti ma su una scala riferita ai singoli porti, colloca Genova al primo posto in Italia nel terzo trimestre 2026 con 413,10 punti. Seguono Gioia Tauro con 309,84 e La Spezia con 304,78; poi Salerno a 190,02, Napoli a 169,46 e Livorno a 159,55. Trieste vale 147,16, Venezia 122,04 e Vado Ligure 121. La fotografia trimestrale mostra anche movimenti non uniformi: Genova scende dai 424,07 punti del trimestre precedente e Gioia Tauro da 325,89; La Spezia arretra solo marginalmente da 305,91. Salerno cala da 201,38 a 190,02, mentre Napoli compie il movimento opposto e sale da 145,55 a 169,46. Venezia cresce da 111,82 a 122,04, Ancona da 76,54 a 82,55; Ravenna, Civitavecchia e Cagliari registrano invece una flessione. Più che una tendenza unica, emerge quindi una redistribuzione delle connessioni tra scali.</p>
<p>La serie storica rende ancora più evidente questa polarizzazione. La Spezia è passata da un PLSCI di 200 nel 2006 a circa 305 nel terzo trimestre 2026, toccando il massimo della propria serie. Trieste, che partiva da 71, ha più che raddoppiato la connettività e oggi si mantiene intorno a 147-150. Vado Ligure ha compiuto un salto particolarmente marcato dopo l’avvio della nuova piattaforma container nel 2019: da valori molto bassi negli anni precedenti è arrivato a 144 nel 2025 e oggi si colloca a 121. Genova resta il primo porto italiano, ma non ha ancora recuperato il massimo di 457 raggiunto nel 2016. Nel Mezzogiorno il quadro è più contrastato. Gioia Tauro, nodo di transhipment, è oggi a circa 310, sopra il valore del 2006 ma sotto il picco del 2007; Salerno si mantiene su livelli nettamente superiori a quelli iniziali, mentre Cagliari e Taranto hanno perso gran parte della connettività dopo il ridimensionamento delle attività di transhipment. Livorno, che nel 2006 era tra gli scali italiani più connessi, si trova oggi molto al di sotto del proprio livello iniziale.</p>
<p><em><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4313" src="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/plsci_top5_mondo_q3_2026.webp" alt="" width="2085" height="1243" srcset="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/plsci_top5_mondo_q3_2026-18x12.webp 18w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/plsci_top5_mondo_q3_2026-200x119.webp 200w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/plsci_top5_mondo_q3_2026-300x179.webp 300w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/plsci_top5_mondo_q3_2026-400x238.webp 400w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/plsci_top5_mondo_q3_2026-600x358.webp 600w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/plsci_top5_mondo_q3_2026-768x458.webp 768w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/plsci_top5_mondo_q3_2026-800x477.webp 800w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/plsci_top5_mondo_q3_2026-1024x610.webp 1024w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/plsci_top5_mondo_q3_2026-1200x715.webp 1200w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/plsci_top5_mondo_q3_2026-1536x916.webp 1536w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/10/plsci_top5_mondo_q3_2026.webp 2085w" sizes="(max-width: 2085px) 100vw, 2085px" />Figura 2. Rielaborazione grafica del ranking UNCTAD Data Insights dei cinque porti con il PLSCI più elevato nel III trimestre 2026.</em></p>
<p>Lo scenario mondiale mette questi numeri in prospettiva. Nei Data Insights pubblicati a fine settembre, UNCTAD segnala che nel terzo trimestre 2026 le economie che hanno perso connettività su base annua sono state più numerose di quelle che l’hanno aumentata, con oscillazioni particolarmente forti nei mercati più piccoli. La leadership resta saldamente asiatica. Nel PLSCI Shanghai guida la classifica con 2.439 punti, seguita da Ningbo-Zhoushan con 2.110, Singapore con 1.883, Busan con 1.655 e Qingdao con 1.422. UNCTAD sottolinea che questi grandi hub hanno rafforzato la loro posizione nel lungo periodo nonostante congestioni, pandemia e cambiamenti nelle rotte commerciali. Il report mostra però anche quanto le gerarchie possano cambiare: nel decennio 2016-2026 Malaga registra la maggiore crescita percentuale del PLSCI, seguita da Puerto Bolivar e Aliaga. La connettività, quindi, non è una caratteristica immutabile dello scalo, ma il risultato della sua posizione effettiva nella rete di servizi offerta dai carrier.</p>
<p>Per chi opera nella logistica, il valore di questi indicatori sta proprio nella capacità di leggere la rete oltre i soli volumi portuali. Un porto può movimentare traffico, ma una connettività più elevata significa disporre di maggiore frequenza di scali, più capacità offerta, più servizi e vettori e un numero più ampio di collegamenti diretti. Nella Review of Maritime Transport, UNCTAD collega una migliore connettività anche alla resilienza delle supply chain, perché una maggiore varietà di rotte e partner riduce la dipendenza da un singolo collegamento e amplia le alternative in caso di interruzioni. Per l’Italia, i dati del 2026 descrivono quindi un sistema ancora rilevante ma più concentrato: Genova, Gioia Tauro e La Spezia formano il nucleo più connesso, mentre una parte degli altri scali segue traiettorie molto diverse. La sfida evidenziata dai numeri non è soltanto mantenere infrastrutture adeguate, ma restare attrattivi per le reti regolari delle compagnie, consolidando frequenza dei servizi, pluralità dei vettori e connessioni dirette. È su questa capacità di rimanere dentro le principali maglie del network marittimo che si misurerà il posizionamento logistico italiano nel Mediterraneo.</p>
<h4>Fonti consultate</h4>
</div><div class="fusion-text fusion-text-3" style="--awb-font-size:12px;"><p><em>Nota editoriale: le grafiche sono rielaborazioni originali sui dati ufficiali UNCTAD, non screenshot dei grafici interattivi. Il testo utilizza esclusivamente dati e riferimenti presenti nelle fonti consultate e amplia la lettura con la metodologia UNCTAD e la Review of Maritime Transport.</em></p>
<p>UNCTAD Data Insights – Liner shipping connectivity (Q3 2026): unctadstat.unctad.org/insights/theme/246<br />
UNCTAD Data Insights – Port liner shipping connectivity (Q3 2026): unctadstat.unctad.org/insights/theme/271<br />
UNCTADstat – Metadati LSCI e PLSCI: unctadstat.unctad.org/datacentre<br />
inforMARE – “Vincitori e vinti della connettività portuale”, 29 settembre 2026<br />
Supply Chain Italy – “In declino la connettività container dei porti italiani nel terzo trimestre 2026”, 29 settembre 2026<br />
El Estrecho Digital – “Italy maritime connectivity”, dati UNCTADstat, Q3 2026<br />
UNCTAD – “New context calls for changing how we measure maritime connectivity”, 15 marzo 2024<br />
UNCTAD – Review of Maritime Transport 2025, capitolo su port performance e liner shipping connectivity</p>
</div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:30px;width:100%;"></div></div></div></div></div>]]></content:encoded>
					
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		<title>WTO, pubblicato il Rapporto 2026: la cooperazione al centro del futuro del commercio internazionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 11:11:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Logistica]]></category>
		<category><![CDATA[commercio internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[logistica]]></category>
		<category><![CDATA[supply chain]]></category>
		<category><![CDATA[WTO]]></category>
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					<description><![CDATA[Il World Trade Report 2026 del WTO, pubblicato il 15 settembre, analizza le trasformazioni che stanno ridefinendo il commercio internazionale, tra tensioni geopolitiche, digitalizzazione, intelligenza artificiale e transizione ambientale. Per il settore logistico, il rapporto evidenzia l’importanza di regole condivise, supply chain più resilienti e una maggiore cooperazione multilaterale, elementi decisivi per garantire stabilità agli scambi, contenere i costi e favorire investimenti in reti, trasporti e infrastrutture. Centrale anche il ruolo crescente delle economie emergenti negli scambi globali...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-3 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-background-position:left top;--awb-border-sizes-top:0px;--awb-border-sizes-bottom:0px;--awb-border-sizes-left:0px;--awb-border-sizes-right:0px;--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:0px;--awb-padding-bottom:20px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-2 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;" data-scroll-devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-image-element" style="text-align:center;--awb-liftup-border-radius:0px;--awb-caption-title-font-family:var(--h2_typography-font-family);--awb-caption-title-font-weight:var(--h2_typography-font-weight);--awb-caption-title-font-style:var(--h2_typography-font-style);--awb-caption-title-size:var(--h2_typography-font-size);--awb-caption-title-transform:var(--h2_typography-text-transform);--awb-caption-title-line-height:var(--h2_typography-line-height);--awb-caption-title-letter-spacing:var(--h2_typography-letter-spacing);"><div class="awb-image-frame awb-image-frame-3 imageframe-liftup"><span class="fusion-imageframe imageframe-none imageframe-3"><a href="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/09/WTO-report-2026.webp" class="fusion-lightbox" data-rel="iLightbox[f7973d08b8f015c3112]" data-title="WTO report 2026" title="WTO report 2026"><img decoding="async" width="1536" height="1024" src="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/09/WTO-report-2026.webp" alt class="img-responsive wp-image-4287" srcset="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/09/WTO-report-2026-200x133.webp 200w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/09/WTO-report-2026-400x267.webp 400w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/09/WTO-report-2026-600x400.webp 600w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/09/WTO-report-2026-800x533.webp 800w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/09/WTO-report-2026-1200x800.webp 1200w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/09/WTO-report-2026.webp 1536w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, (max-width: 640px) 100vw, 1200px" /></a></span></div></div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:50px;width:100%;"></div><div class="fusion-text fusion-text-4"><p><span class="fusion-dropcap dropcap dropcap-boxed L" style="--awb-border-radius:50%;">T</span>l <a href="https://www.wto.org/english/res_e/booksp_e/wtr26_e.pdf" target="_blank" rel="noopener">World Trade Report 2026</a> della World Trade Organization (WTO), pubblicato il 15 settembre 2026, fotografa un sistema commerciale multilaterale arrivato a un passaggio decisivo. Dopo ottant’anni di progressiva apertura dei mercati e costruzione di regole comuni, il commercio mondiale è oggi più integrato, ma anche più complesso, frammentato e sottoposto a nuove pressioni geopolitiche, tecnologiche e ambientali.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per il settore della logistica, il messaggio è particolarmente rilevante. Le supply chain internazionali dipendono infatti non solo da infrastrutture, capacità di trasporto e disponibilità di servizi, ma anche dalla prevedibilità delle regole commerciali. Tariffe, sussidi, misure non tariffarie, controlli alle frontiere e tensioni tra Paesi possono modificare rapidamente rotte, costi, tempi di consegna e strategie di approvvigionamento.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il report sottolinea come l’espansione delle catene globali del valore abbia aumentato l’interdipendenza tra le economie. Allo stesso tempo, crisi recenti e tensioni geopolitiche hanno trasformato questa interdipendenza in un tema di sicurezza economica. Per imprese manifatturiere, spedizionieri, operatori portuali e logistici significa dover lavorare in uno scenario in cui resilienza e diversificazione delle forniture sono diventate priorità strutturali.</p>
<p class="isSelectedEnd">Tra i cambiamenti più importanti c’è anche il peso crescente delle economie emergenti: la quota dei Paesi a basso e medio reddito nel commercio globale è passata dal 23% nel 1995 al 45% nel 2024. Questo riequilibrio apre nuove opportunità commerciali, ma rende più articolata la governance degli scambi e aumenta la necessità di regole condivise.</p>
<p class="isSelectedEnd">Digitalizzazione e intelligenza artificiale rappresentano un altro snodo centrale. Secondo il WTO, le tecnologie digitali hanno già trasformato in profondità cosa viene scambiato e come avvengono gli scambi, mentre l’AI è destinata ad accelerare questa evoluzione. Per la logistica, ciò significa maggiore automazione, migliori capacità previsionali, ottimizzazione delle reti e nuovi strumenti per la gestione dei flussi, ma anche la necessità di standard e regole compatibili tra mercati.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il report richiama infine il rapporto tra commercio e politiche ambientali. Una scarsa coordinazione internazionale può aumentare gli attriti e generare nuovi costi per le imprese, proprio mentre trasporti e supply chain sono chiamati a ridurre le emissioni e accompagnare la transizione verso un’economia meno carbon intensive.</p>
<p>La conclusione del WTO è netta: non basta difendere l’assetto esistente, occorre aggiornare la cooperazione multilaterale. Le simulazioni dell’organizzazione indicano che un’erosione significativa della cooperazione basata sulle regole WTO potrebbe ridurre il PIL globale del 5-10% entro il 2050. Per il mondo della logistica, quindi, la tenuta del commercio multilaterale non è una questione astratta: significa poter pianificare investimenti, rotte, magazzini e reti distributive in un contesto più stabile, trasparente e prevedibile.</p>
</div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:30px;width:100%;"></div></div></div></div></div>]]></content:encoded>
					
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		<title>E-commerce e dogane: dal 1° novembre 2026 diventano obbligatori i PID</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 09:24:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Logistica]]></category>
		<category><![CDATA[dazi doganali]]></category>
		<category><![CDATA[Dogana]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[logistica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[PID]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 1° novembre 2026 entrerà in vigore un nuovo obbligo per le spedizioni e-commerce di modico valore dirette nell’Unione europea: l’indicazione dei Product Identifiers (PID), codici destinati a migliorare identificazione, tracciabilità e controlli doganali sulle merci. La novità si inserisce nel più ampio processo di riforma delle importazioni e-commerce, che dal 1° luglio 2026 ha già introdotto un dazio temporaneo di 3 euro per articolo, applicato in base alla classificazione tariffaria. Per imprese, importatori e operatori logistici, la qualità dei dati doganali diventa quindi sempre più centrale...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-4 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-background-position:left top;--awb-border-sizes-top:0px;--awb-border-sizes-bottom:0px;--awb-border-sizes-left:0px;--awb-border-sizes-right:0px;--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:0px;--awb-padding-bottom:20px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-3 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;" data-scroll-devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-image-element" style="text-align:center;--awb-liftup-border-radius:0px;--awb-caption-title-font-family:var(--h2_typography-font-family);--awb-caption-title-font-weight:var(--h2_typography-font-weight);--awb-caption-title-font-style:var(--h2_typography-font-style);--awb-caption-title-size:var(--h2_typography-font-size);--awb-caption-title-transform:var(--h2_typography-text-transform);--awb-caption-title-line-height:var(--h2_typography-line-height);--awb-caption-title-letter-spacing:var(--h2_typography-letter-spacing);"><div class="awb-image-frame awb-image-frame-4 imageframe-liftup"><span class="fusion-imageframe imageframe-none imageframe-4"><a href="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/08/PID-gruppoforges.webp" class="fusion-lightbox" data-rel="iLightbox[83ce9d90d55b6f0837f]" data-title="PID gruppoforges" title="PID gruppoforges"><img decoding="async" width="1536" height="1024" src="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/08/PID-gruppoforges.webp" alt class="img-responsive wp-image-4274" srcset="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/08/PID-gruppoforges-200x133.webp 200w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/08/PID-gruppoforges-400x267.webp 400w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/08/PID-gruppoforges-600x400.webp 600w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/08/PID-gruppoforges-800x533.webp 800w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/08/PID-gruppoforges-1200x800.webp 1200w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/08/PID-gruppoforges.webp 1536w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, (max-width: 640px) 100vw, 1200px" /></a></span></div></div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:50px;width:100%;"></div><div class="fusion-text fusion-text-5"><p><span class="fusion-dropcap dropcap dropcap-boxed L" style="--awb-border-radius:50%;">T</span>l <strong>1° novembre 2026</strong> rappresenta la prossima importante scadenza per gli operatori coinvolti nelle importazioni e-commerce nell’Unione europea. Da questa data <a href="https://taxation-customs.ec.europa.eu/news/guidance-and-legal-text-temporary-flat-fee-low-value-imports-which-will-apply-until-1-july-2028-2026-06-08_en" target="_blank" rel="noopener">diventerà infatti obbligatoria</a> l’indicazione degli <strong>identificativi di prodotto, o PID (Product Identifiers)</strong>, nell’ambito delle nuove procedure previste per le spedizioni di modico valore.</p>
<p class="isSelectedEnd">T <a href="https://eur-lex.europa.eu/eli/reg_del/2026/1022/oj/ita" target="_blank" rel="noopener">PID sono codici</a> che permettono di identificare in maniera precisa un determinato prodotto e migliorarne la tracciabilità lungo la catena di approvvigionamento. La loro introduzione punta soprattutto a rendere più efficaci i controlli doganali, consentendo alle autorità di individuare con maggiore rapidità merci non conformi o potenzialmente pericolose.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’obbligo non arriva improvvisamente: dal <strong>1° luglio 2026</strong> i PID possono già essere comunicati su base volontaria. Dal 1° novembre, invece, il loro utilizzo diventerà obbligatorio secondo il nuovo quadro predisposto dall’Unione europea.</p>
<p class="isSelectedEnd">La misura si inserisce in un processo più ampio di trasformazione delle procedure doganali per l’e-commerce. Negli ultimi anni, infatti, il numero di piccoli invii provenienti da Paesi extra-UE è cresciuto in modo straordinario. Secondo i dati della Commissione europea, nel 2025 sono entrati nell’Unione quasi <strong>5,9 miliardi di articoli di modico valore</strong>, con una crescita del 26% rispetto al 2024.</p>
<p class="isSelectedEnd">A questa esigenza di maggiore tracciabilità si accompagna un’altra novità già operativa: dal <strong>1° luglio 2026</strong> è stato eliminato il precedente regime di franchigia dai dazi per determinate spedizioni di valore non superiore a 150 euro ed <a href="https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2026/382/oj/ita" target="_blank" rel="noopener">è stato introdotto</a> un <strong>dazio doganale temporaneo di 3 euro per articolo</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un aspetto essenziale riguarda proprio il significato di “articolo”. Il dazio<a href="https://www.adm.gov.it/portale/dazi-spedizioni-modico-valore" target="_blank" rel="noopener"> non viene semplicemente moltiplicato</a> per il numero di pezzi presenti nel pacco, ma viene applicato sulla base della <strong>classificazione tariffaria</strong>. La stessa Commissione europea chiarisce l’applicazione con un esempio: una spedizione contenente cinque T-shirt della stessa tipologia determina un dazio di 3 euro; una spedizione contenente una T-shirt e un orologio comporta invece 6 euro, perché sono presenti due differenti articoli ai fini tariffari.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il regime dei 3 euro ha carattere temporaneo e resterà in vigore fino al <strong>1° luglio 2028</strong>. La misura deriva dal Regolamento (UE) 2026/382 del Consiglio ed è accompagnata dalle disposizioni applicative che hanno modificato il quadro doganale europeo.</p>
<p class="isSelectedEnd">PID e nuovo dazio devono quindi essere letti come parti della stessa evoluzione: l’Unione europea sta passando da un sistema pensato per volumi relativamente contenuti a una dogana sempre più basata sui dati, sulla corretta identificazione delle merci e sull’analisi preventiva del rischio.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per imprese, marketplace, importatori e operatori logistici questo significa che la qualità delle informazioni trasmesse alla dogana diventa sempre più importante. <strong>Classificazione tariffaria, identificazione del prodotto e corretta compilazione delle dichiarazioni non sono più soltanto adempimenti formali, ma elementi centrali per garantire la regolarità e la fluidità delle spedizioni internazionali.</strong></p>
<p>In questo scenario, anche per gli operatori che movimentano merci attraverso nodi logistici come Napoli, prepararsi alle nuove procedure significa ridurre il rischio di errori, ritardi e contestazioni e affrontare con maggiore consapevolezza una fase di profonda digitalizzazione delle dogane europee.</p>
</div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:30px;width:100%;"></div></div></div></div></div>]]></content:encoded>
					
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		<title>Darsena di Levante, la sfida operativa del nuovo terminal container di Napoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 10:38:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Logistica]]></category>
		<category><![CDATA[Darsena di Levante]]></category>
		<category><![CDATA[logistica portuale]]></category>
		<category><![CDATA[Porto di Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[terminal container]]></category>
		<category><![CDATA[trasporto intermodale]]></category>
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					<description><![CDATA[La Darsena di Levante può segnare una svolta per il porto di Napoli, aumentando la capacità di movimentazione dei container e rafforzando il ruolo dello scalo nel Mediterraneo. Il progetto, però, non si misura solo in metri di banchina e TEU: saranno decisivi l’efficienza dei collegamenti stradali e ferroviari, la digitalizzazione dei controlli, la qualità dei dati e la rapidità delle procedure. Restano inoltre da verificare le ricadute occupazionali annunciate e la capacità del territorio di trasformare il nuovo terminal in sviluppo logistico stabile e competitivo a beneficio del territorio....]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-5 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-background-position:left top;--awb-border-sizes-top:0px;--awb-border-sizes-bottom:0px;--awb-border-sizes-left:0px;--awb-border-sizes-right:0px;--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:0px;--awb-padding-bottom:20px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-4 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;" data-scroll-devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-image-element" style="text-align:center;--awb-liftup-border-radius:0px;--awb-caption-title-font-family:var(--h2_typography-font-family);--awb-caption-title-font-weight:var(--h2_typography-font-weight);--awb-caption-title-font-style:var(--h2_typography-font-style);--awb-caption-title-size:var(--h2_typography-font-size);--awb-caption-title-transform:var(--h2_typography-text-transform);--awb-caption-title-line-height:var(--h2_typography-line-height);--awb-caption-title-letter-spacing:var(--h2_typography-letter-spacing);"><div class="awb-image-frame awb-image-frame-5 imageframe-liftup"><span class="fusion-imageframe imageframe-none imageframe-5"><a href="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/07/bamchina-levante.webp" class="fusion-lightbox" data-rel="iLightbox[3b55f901ba29b3073ea]" data-title="bamchina levante" title="bamchina levante"><img decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/07/bamchina-levante.webp" alt class="img-responsive wp-image-4243" srcset="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/07/bamchina-levante-200x133.webp 200w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/07/bamchina-levante-400x267.webp 400w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/07/bamchina-levante-600x400.webp 600w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/07/bamchina-levante-800x533.webp 800w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/07/bamchina-levante-1200x800.webp 1200w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/07/bamchina-levante.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, (max-width: 640px) 100vw, 1200px" /></a></span></div></div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:50px;width:100%;"></div><div class="fusion-text fusion-text-6"><p><span class="fusion-dropcap dropcap dropcap-boxed L" style="--awb-border-radius:50%;">T</span>l completamento della Darsena di Levante rappresenta uno dei progetti più importanti per il futuro commerciale del porto di Napoli. Dopo un percorso durato anni, tra lavori marittimi, dragaggi, bonifiche, autorizzazioni e investimenti pubblici e privati, l’obiettivo è trasformare l’area orientale dello scalo in un terminal container capace di accogliere navi di maggiori dimensioni e gestire volumi sensibilmente superiori a quelli attuali.</p>
<p class="isSelectedEnd">Le dimensioni pubblicate dalle diverse fonti non sono perfettamente coincidenti, probabilmente perché riferite a configurazioni o fasi progettuali differenti. Si parla comunque di una superficie compresa tra circa 230.000 e 263.000 metri quadrati, di un fronte di banchina nell’ordine dei 670 metri e di una capacità potenziale compresa tra 800.000 e 1,3 milioni di TEU annui.</p>
<p class="isSelectedEnd">La banchina dovrebbe consentire l’ormeggio di una portacontainer da circa 11.000 TEU oppure di due unità da 6.000 TEU. Numeri che, almeno sulla carta, possono modificare profondamente l’assetto logistico dello scalo partenopeo.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’aumento della capacità nominale, tuttavia, non comporta automaticamente una crescita dei traffici effettivi. Per attrarre nuove linee e consolidare quelle esistenti occorre che l’intera catena portuale sia in grado di assorbire i volumi senza generare congestione, soste prolungate e costi aggiuntivi.</p>
<h3>Un’opera complessa anche sotto il profilo ambientale</h3>
<p class="isSelectedEnd">La realizzazione del terminal non consiste semplicemente nella costruzione di una nuova banchina. Il progetto prevede il confinamento e la colmata dello specchio acqueo della Darsena di Levante, utilizzando anche sedimenti provenienti dai dragaggi portuali.</p>
<p class="isSelectedEnd">La cassa di colmata è stata progettata come una struttura impermeabile, delimitata verso mare da pareti in acciaio e verso terra da diaframmi plastici. La soluzione è legata alla particolare situazione ambientale di Napoli orientale e alla necessità di impedire la dispersione dei contaminanti presenti nei sedimenti.</p>
<p class="isSelectedEnd">Le opere hanno quindi incluso bonifiche a terra e a mare, dragaggi ambientali, consolidamento dei fondali e monitoraggi specifici.</p>
<p class="isSelectedEnd">La sostenibilità dei traffici portuali, del resto, non riguarda più soltanto le emissioni delle navi o i consumi energetici. Coinvolge anche la tracciabilità delle merci, la gestione dei prodotti sottoposti a vincoli ambientali, il controllo dei rifiuti, delle sostanze pericolose e delle spedizioni soggette a normative sanitarie, fitosanitarie e di sicurezza.</p>
<h3>Più container significano procedure più complesse</h3>
<p class="isSelectedEnd">L’eventuale aumento dei container in importazione ed esportazione comporterà un incremento delle dichiarazioni, dei transiti, delle pratiche sanitarie e fitosanitarie, delle verifiche documentali e delle richieste di controllo fisico.</p>
<p class="isSelectedEnd">Questo significa lavorare su una scala più ampia, ma soprattutto con una maggiore capacità di programmazione.</p>
<p class="isSelectedEnd">I documenti commerciali, di trasporto e di origine dovranno essere disponibili e verificati prima dell’arrivo della nave. Un errore nella classificazione tariffaria, nell’indicazione dell’origine o nella gestione di un’autorizzazione può trasformarsi rapidamente in una sosta del container e, con volumi elevati, contribuire alla congestione dell’intero terminal.</p>
<p class="isSelectedEnd">La competitività della Darsena di Levante dipenderà quindi anche dalla capacità di anticipare le attività attraverso il pre-clearing, l’analisi preventiva dei documenti e il coordinamento tra terminalista, vettore marittimo, spedizioniere, autotrasportatore, importatore, esportatore e autorità di controllo.</p>
<h3>SUDOCO e interoperabilità non sono elementi accessori</h3>
<p class="isSelectedEnd">Lo sviluppo dello Sportello unico doganale e dei controlli, SUDOCO, assume un’importanza particolare in un porto che punta ad aumentare sensibilmente i propri volumi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il modello prevede un punto unico di accesso e un maggiore coordinamento tra i controlli doganali, sanitari, veterinari e quelli svolti dalle altre amministrazioni coinvolte nell’ingresso e nell’uscita delle merci.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per un terminal delle dimensioni previste alla Darsena di Levante, questa interoperabilità sarà essenziale. Non sarà sufficiente digitalizzare singoli documenti: occorrerà integrare il sistema doganale AIDA, il Port Community System, i sistemi del terminal, le piattaforme delle compagnie marittime e gli strumenti utilizzati dagli enti incaricati dei controlli.</p>
<p class="isSelectedEnd">La qualità dei dati diventerà un fattore competitivo. Informazioni inesatte, incomplete o trasmesse in ritardo possono rallentare lo svincolo delle merci, aumentare il numero dei controlli e produrre costi di sosta e movimentazione.</p>
<p class="isSelectedEnd">La rapidità non dipenderà quindi solo dall’efficienza fisica del terminal, ma anche dalla capacità degli operatori di condividere informazioni corrette e tempestive lungo tutta la catena logistica.</p>
<h3>Decisivi i collegamenti con ferrovia, autostrade e retroporti</h3>
<p class="isSelectedEnd">Il nuovo terminal dovrà essere collegato in modo efficiente alla rete stradale e ferroviaria. La progettazione considera infatti nuovi raccordi da sviluppare con il coinvolgimento degli enti competenti, per consentire l’inoltro rapido dei container verso il retroterra e i principali poli logistici regionali.</p>
<p class="isSelectedEnd">Senza un sistema intermodale adeguato, l’aumento della capacità di banchina rischierebbe di tradursi in maggiori code ai varchi, tempi di attesa per gli autotrasportatori e accumulo dei contenitori nei piazzali.</p>
<p class="isSelectedEnd">Sarà quindi importante incentivare il ricorso al transito, ai depositi doganali, ai luoghi approvati e alle procedure che consentono di trasferire parte delle formalità dal porto alle strutture logistiche interne.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il porto potrà così svolgere la funzione di punto di ingresso della merce, evitando però che ogni operazione debba necessariamente concludersi all’interno del terminal.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un’impostazione di questo tipo permetterebbe di ridurre la pressione sui piazzali, velocizzare l’uscita dei container e rafforzare i collegamenti tra lo scalo, gli interporti e le aree produttive del Mezzogiorno.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’occupazione generata dal progetto non riguarderà necessariamente soltanto il personale addetto alla movimentazione dei container.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un aumento stabile dei traffici potrebbe produrre nuova domanda per spedizionieri, addetti alla sicurezza, tecnici informatici, autotrasportatori, operatori ferroviari, magazzinieri, personale amministrativo, imprese di manutenzione e servizi specializzati nel commercio internazionale.</p>
<p class="isSelectedEnd">La quantità e la qualità del lavoro dipenderanno tuttavia dal modello organizzativo adottato, dal livello di automazione del terminal e dalla capacità del territorio di sviluppare attività logistiche a valore aggiunto.</p>
<h3>Una banchina nuova richiede procedure altrettanto moderne</h3>
<p class="isSelectedEnd">La Darsena di Levante può diventare un’infrastruttura strategica per Napoli e per il sistema logistico meridionale. Il risultato non sarà però determinato soltanto dalla lunghezza della banchina, dalla profondità dei fondali o dal numero di container movimentabili.</p>
<p class="isSelectedEnd">La vera prova sarà la capacità di ridurre il tempo complessivo che intercorre tra l’arrivo della nave e la disponibilità della merce per l’impresa.</p>
<p class="isSelectedEnd">In questa prospettiva saranno centrali la conformità delle operazioni, la qualità delle informazioni, il coordinamento dei controlli e la fluidità dei collegamenti terrestri.</p>
<p>Il nuovo terminal potrà diventare un moltiplicatore di sviluppo soltanto se alla capacità fisica della Darsena di Levante corrisponderà una capacità amministrativa, digitale e logistica dello stesso livello.</p>
</div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:30px;width:100%;"></div></div></div></div></div>]]></content:encoded>
					
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		<title>Riforma dei porti, tra regia nazionale e ruolo dei territori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 08:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Logistica]]></category>
		<category><![CDATA[Autorità di Sistema Portuale]]></category>
		<category><![CDATA[logistica marittima italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Porti d’Italia]]></category>
		<category><![CDATA[riforma governance portuale]]></category>
		<category><![CDATA[traffici commerciali porti]]></category>
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					<description><![CDATA[La riforma della governance portuale, oggi al vaglio del Parlamento, punta a superare la frammentazione del sistema italiano con una regia nazionale affidata a Porti d’Italia S.p.A. L’obiettivo è coordinare investimenti, infrastrutture e logistica per rendere gli scali più competitivi nel Mediterraneo. Restano però nodi aperti su autonomia delle Autorità portuali, ruolo dei Comuni, concorrenza, concessioni e tempi decisionali. L’impatto sui traffici commerciali dipenderà dalla capacità della riforma di semplificare senza creare nuova burocrazia...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-6 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-background-position:left top;--awb-border-sizes-top:0px;--awb-border-sizes-bottom:0px;--awb-border-sizes-left:0px;--awb-border-sizes-right:0px;--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:0px;--awb-padding-bottom:20px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-5 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;" data-scroll-devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-image-element" style="text-align:center;--awb-liftup-border-radius:0px;--awb-caption-title-font-family:var(--h2_typography-font-family);--awb-caption-title-font-weight:var(--h2_typography-font-weight);--awb-caption-title-font-style:var(--h2_typography-font-style);--awb-caption-title-size:var(--h2_typography-font-size);--awb-caption-title-transform:var(--h2_typography-text-transform);--awb-caption-title-line-height:var(--h2_typography-line-height);--awb-caption-title-letter-spacing:var(--h2_typography-letter-spacing);"><div class="awb-image-frame awb-image-frame-6 imageframe-liftup"><span class="fusion-imageframe imageframe-none imageframe-6"><a href="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/07/riforma-governance-portuale.webp" class="fusion-lightbox" data-rel="iLightbox[bc6d7ebf5fc4278ec32]" data-title="riforma governance portuale" title="riforma governance portuale"><img decoding="async" width="1536" height="1024" src="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/07/riforma-governance-portuale.webp" alt class="img-responsive wp-image-4226" srcset="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/07/riforma-governance-portuale-200x133.webp 200w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/07/riforma-governance-portuale-400x267.webp 400w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/07/riforma-governance-portuale-600x400.webp 600w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/07/riforma-governance-portuale-800x533.webp 800w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/07/riforma-governance-portuale-1200x800.webp 1200w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/07/riforma-governance-portuale.webp 1536w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, (max-width: 640px) 100vw, 1200px" /></a></span></div></div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:50px;width:100%;"></div><div class="fusion-text fusion-text-7"><span class="fusion-dropcap dropcap dropcap-boxed L" style="--awb-border-radius:50%;">T</span>
<p class="isSelectedEnd">La <a href="https://www.mit.gov.it/comunicazione/news/porti-svolta-storica-libera-alla-riforma-nasce-porti-ditalia-spa" target="_blank" rel="noopener">riforma della governance portuale</a> arriva in un momento decisivo per l’Italia marittima. Il disegno di legge punta a riordinare la legge 84/1994 e a superare uno dei limiti storici del sistema: la frammentazione decisionale tra scali, Autorità di sistema portuale, ministero, territori e operatori. Il cuore del progetto è la creazione di una regia nazionale, attraverso Porti d’Italia S.p.A., società pubblica chiamata a coordinare la programmazione degli investimenti strategici e a rafforzare il ruolo del Paese come piattaforma logistica del Mediterraneo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il principio è condivisibile: i porti italiani non possono più competere solo tra loro, ma <a href="https://www.mit.gov.it/comunicazione/news/porti-incontro-sul-disegno-di-legge-di-riforma-della-governance-portuale" target="_blank" rel="noopener">devono presentarsi</a> come un sistema integrato. Significa decidere dove concentrare dragaggi, banchine, collegamenti ferroviari, digitalizzazione, retroporti e corridoi logistici. In questa prospettiva la riforma dovrebbe funzionare come una cabina di regia capace di distinguere le priorità nazionali dalle esigenze locali, evitando duplicazioni, ritardi e scelte scollegate dai traffici reali. Il MIT indica proprio nella programmazione degli investimenti, nella semplificazione delle procedure e nel coordinamento tra porti, logistica e reti di trasporto alcuni degli obiettivi centrali del provvedimento.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ma il punto delicato è l’equilibrio dei poteri. Confitarma <a href="https://www.confitarma.it/confitarma-audita-sulla-riforma-della-governance-portuale/" target="_blank" rel="noopener">ha espresso</a> un giudizio complessivamente positivo sull’idea di una visione centrale, legandola però alla necessità di rafforzare la competitività del sistema marittimo nazionale e di chiarire ruoli, competenze e strumenti attuativi. Il tema è evitare che una riforma pensata per aumentare efficienza produca nuovi costi, maggiori incertezze o una sovrapposizione burocratica rispetto alle Autorità di sistema portuale.</p>
<p class="isSelectedEnd">Dall’altra parte, ANCI chiede che i Comuni non vengano marginalizzati. I porti non sono infrastrutture isolate: incidono su urbanistica, ambiente, mobilità, lavoro e qualità della vita delle città. Per questo l’associazione dei Comuni chiede un rafforzamento del loro ruolo nella governance e nella pianificazione, una maggiore condivisione delle scelte e l’istituzione di strumenti perequativi a favore delle città portuali. Una governance efficace dovrebbe quindi mantenere un coinvolgimento reale degli enti locali, soprattutto su piani regolatori portuali, rapporto porto-città e opere che modificano l’assetto urbano.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’AGCM ha invece <a href="https://www.agenzianova.com/a/6a45100f6256f7.58233158/7562964/2026-07-01/speciale-porti-antitrust-garantire-accesso-equo-alle-infrastrutture-e-sanzioni-per-chi-viola-le-regole" target="_blank" rel="noopener">spostato l’attenzione</a> sulla concorrenza. La riforma, secondo l’Antitrust, va nella direzione giusta se supera la frammentazione e introduce criteri oggettivi per scegliere gli investimenti; deve però garantire accesso equo, ragionevole e non discriminatorio alle infrastrutture, maggiore trasparenza nelle concessioni e regole chiare sulle gare. Questo punto è cruciale: senza concorrenza e certezza regolatoria, anche la migliore pianificazione rischia di non attrarre capitali privati.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’impatto sui traffici commerciali potrebbe essere significativo, ma non automatico. Se la riforma ridurrà tempi autorizzativi, incertezza sulle concessioni e dispersione degli investimenti, i porti italiani potranno intercettare più container, ro-ro, rinfuse e traffici energetici, rafforzando i collegamenti con ferrovia e retroporti. Il vantaggio sarebbe soprattutto competitivo: rendere più affidabile la catena logistica italiana rispetto agli scali del Nord Europa e agli hub mediterranei concorrenti. Il Governo collega esplicitamente la riforma alla crescita dei traffici, all’attrazione di nuovi investimenti e al rafforzamento dell’Italia come piattaforma logistica centrale nel Mediterraneo.</p>
<p>Al contrario, se Porti d’Italia diventasse un ulteriore livello decisionale, l’effetto potrebbe essere opposto: rallentamenti, conflitti istituzionali, incertezza per terminalisti e armatori. La riforma, dunque, non produrrà traffici per decreto. Potrà però creare le condizioni perché i traffici scelgano l’Italia: investimenti selettivi, regole stabili, porti connessi alla rete terrestre e una governance capace di decidere rapidamente senza cancellare il ruolo dei territori. È su questo equilibrio — regia nazionale, autonomia operativa, concorrenza e partecipazione locale — che si misurerà il vero impatto della riforma.</p>
<p>Il confronto parlamentare è già entrato nel vivo. Proprio due giorni fa, il <strong>1° luglio 2026</strong>, la <strong>IX Commissione Trasporti della Camera</strong> ha svolto un’audizione nell’ambito dell’esame del disegno di legge sul riordino della legge 84/1994 in materia di governance portuale e rilancio degli investimenti nelle infrastrutture strategiche marittime. In quella sede sono stati ascoltati, tra gli altri, il Comando generale delle Capitanerie di Porto, ANCI, Assarmatori, Assologistica, Confitarma, Italia Nostra e Legambiente: un passaggio che conferma quanto la riforma sia ancora aperta al confronto con operatori, istituzioni locali e soggetti economici direttamente coinvolti.</p>
</div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:30px;width:100%;"></div></div></div></div></div>]]></content:encoded>
					
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		<title>Navigazione autonoma, il ponte non scompare: cambia funzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[GFDfR99L-8uIty5rR4-pLqFdr49kKmernia97-22]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 10:30:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Logistica]]></category>
		<category><![CDATA[Conditional Unmanned Bridge]]></category>
		<category><![CDATA[MASS Code IMO]]></category>
		<category><![CDATA[navi autonome]]></category>
		<category><![CDATA[navigazione autonoma]]></category>
		<category><![CDATA[shipping digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[La navigazione autonoma non significa navi senza equipaggio, ma automazione controllata di alcune funzioni del ponte. Il caso ABS-Polaris-HHI-AVIKUS sul Conditional Unmanned Bridge per una VLOC da 325.000 dwt mostra un modello realistico: sistemi capaci di gestire la rotta in mare aperto, entro condizioni operative definite, con sensori integrati, ridondanze, procedure di handover e supervisione umana. La sfida è tecnica e regolatoria: safety, cybersecurity, COLREG, certificazione e MASS Code IMO diventano centrali per trasformare l’autonomia in una soluzione affidabile...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-7 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-background-position:left top;--awb-border-sizes-top:0px;--awb-border-sizes-bottom:0px;--awb-border-sizes-left:0px;--awb-border-sizes-right:0px;--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:0px;--awb-padding-bottom:20px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-6 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;" data-scroll-devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-image-element" style="text-align:center;--awb-liftup-border-radius:0px;--awb-caption-title-font-family:var(--h2_typography-font-family);--awb-caption-title-font-weight:var(--h2_typography-font-weight);--awb-caption-title-font-style:var(--h2_typography-font-style);--awb-caption-title-size:var(--h2_typography-font-size);--awb-caption-title-transform:var(--h2_typography-text-transform);--awb-caption-title-line-height:var(--h2_typography-line-height);--awb-caption-title-letter-spacing:var(--h2_typography-letter-spacing);"><div class="awb-image-frame awb-image-frame-7 imageframe-liftup"><span class="fusion-imageframe imageframe-none imageframe-7"><a href="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/06/navi-a-guida-autonoma.webp" class="fusion-lightbox" data-rel="iLightbox[83ee0264dc872e5c5c7]" data-title="navi a guida autonoma" title="navi a guida autonoma"><img decoding="async" width="1536" height="1024" src="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/06/navi-a-guida-autonoma.webp" alt class="img-responsive wp-image-4221" srcset="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/06/navi-a-guida-autonoma-200x133.webp 200w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/06/navi-a-guida-autonoma-400x267.webp 400w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/06/navi-a-guida-autonoma-600x400.webp 600w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/06/navi-a-guida-autonoma-800x533.webp 800w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/06/navi-a-guida-autonoma-1200x800.webp 1200w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/06/navi-a-guida-autonoma.webp 1536w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, (max-width: 640px) 100vw, 1200px" /></a></span></div></div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:50px;width:100%;"></div><div class="fusion-text fusion-text-8"><p><span class="fusion-dropcap dropcap dropcap-boxed L" style="--awb-border-radius:50%;">L</span>a navigazione a guida autonoma non è più un esercizio da laboratorio, ma non coincide con la nave “senza uomini” spesso evocata dal dibattito pubblico. Il punto oggi è più concreto: affidare all’automazione alcune funzioni del ponte in condizioni operative definite, mantenendo l’uomo nella catena decisionale. È in questa direzione che va l’accordo tra <a href="https://pressreleases.eagle.org/news/abs-polaris-shipping-hhi-and-avikus-sign-agreement-for-conditional-unmanned-bridge" target="_blank" rel="noopener">ABS, Polaris Shipping, HD Hyundai Heavy Industries e AVIKUS</a> per lo studio di un <strong>Conditional Unmanned Bridge</strong> su una VLOC da 325.000 dwt.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il concetto, ripreso anche da <a href="https://www.marinelink.com/news/abs-partners-develop-conditional-unmanned-540382" target="_blank" rel="noopener">MarineLink</a>, è semplice solo in apparenza. Una grande ore carrier percorre lunghi tratti in mare aperto, con traffico più rarefatto e scenari più prevedibili rispetto a porti, stretti o acque costiere. In queste finestre operative, un sistema autonomo può assumere parte della conduzione: acquisisce dati da radar, AIS, ECDIS, GNSS, sensori meteo-marini e telecamere; fonde le informazioni in una situation awareness digitale; calcola rotta, rischio collisione, CPA/TCPA e coerenza con le COLREG. Il ponte può essere temporaneamente non presidiato, ma solo se l’ambiente resta entro un dominio operativo autorizzato: visibilità adeguata, traffico sotto soglia, sensori efficienti e ridondanze disponibili.</p>
<p class="isSelectedEnd">La parola chiave è “conditional”. Come sottolinea anche <a href="https://maritime-executive.com/article/polaris-evaluates-unmanned-bridge-for-open-ocean-navigation" target="_blank" rel="noopener">The Maritime Executive</a>, non si parla di un viaggio interamente senza equipaggio, ma di una navigazione autonoma per fasi, soprattutto in mare aperto. Il sistema non sostituisce il comandante; introduce supervisione, handover e fallback. Quando l’ambiente esce dai parametri, compare un target ambiguo o il livello di confidenza dell’algoritmo scende, il controllo deve tornare all’equipaggio o a un centro remoto secondo procedure tracciabili.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per questo la sfida non è solo software. Riguarda architetture ridondate, cybersecurity, interfacce uomo-macchina, qualità dei dati e criteri di certificazione. Una nave autonoma deve dimostrare non solo che “funziona”, ma che fallisce in modo sicuro. È qui che entrano in gioco società di classifica come ABS, chiamate a valutare hazard identification, functional safety, scenari di collision avoidance, continuità dell’alimentazione, degradazione controllata dei sistemi e compatibilità con il progetto nave. Secondo <a href="https://www.rivieramm.com/news-content-hub/news-content-hub/polaris-shipping-partners-to-design-unmanned-bridge-operations-89115" target="_blank" rel="noopener">Riviera Maritime Media</a>, il caso delle VLOC è particolarmente interessante proprio perché l’elevata quota di navigazione oceanica consente di definire con maggiore precisione il confine tra operazione automatizzata e intervento umano.</p>
<p class="isSelectedEnd">Anche il quadro regolatorio si sta muovendo. L’<a href="https://www.imo.org/en/mediacentre/hottopics/pages/autonomous-shipping.aspx" target="_blank" rel="noopener">IMO</a> ha sviluppato il MASS Code per offrire una cornice alla navigazione autonoma e remotamente controllata, con l’obiettivo di garantire livelli di safety, security e tutela ambientale equivalenti a quelli delle navi convenzionali. Il passaggio è decisivo perché trasforma l’autonomia da promessa tecnologica a materia certificabile.</p>
<p>Per lo shipping, i benefici potenziali sono concreti: riduzione del carico di lavoro in guardia, maggiore continuità decisionale, ottimizzazione di rotta, consumi più controllati e migliore gestione del rischio umano. Ma l’obiettivo realistico non è eliminare il marittimo. È spostarlo dalle attività ripetitive verso supervisione, intervento critico e gestione dell’eccezione. Come emerge anche dalla ricostruzione di <a href="https://safety4sea.com/consortium-signs-to-develop-conditional-unmanned-bridge-for-vloc/" target="_blank" rel="noopener">SAFETY4SEA</a>, la nave autonoma non nasce quando il ponte si svuota: nasce quando il ponte diventa un sistema distribuito, verificabile e capace di spiegare le proprie decisioni.</p>
</div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:30px;width:100%;"></div></div></div></div></div>]]></content:encoded>
					
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		<title>L’evoluzione dei controlli doganali, situazione attuale e scenari futuri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 06:42:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Logistica]]></category>
		<category><![CDATA[logistica portuale]]></category>
		<category><![CDATA[mezzi pesanti]]></category>
		<category><![CDATA[port tracking]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 29 maggio 2026, presso la Stazione Marittima Traghetti di Napoli, si è tenuto il seminario “L’evoluzione dei controlli doganali, situazione attuale e scenari futuri”, promosso dal Consiglio Territoriale degli Spedizionieri Doganali Campania e Calabria e da ASSOSPENA. L’incontro ha approfondito il ruolo sempre più strategico della dogana, tra riforme europee, digitalizzazione, CBAM, e-commerce, controlli sui rischi globali e nuove esigenze di compliance per imprese, spedizionieri e operatori della logistica internazionale...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-8 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-background-position:left top;--awb-border-sizes-top:0px;--awb-border-sizes-bottom:0px;--awb-border-sizes-left:0px;--awb-border-sizes-right:0px;--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:0px;--awb-padding-bottom:20px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-7 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;" data-scroll-devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-image-element" style="text-align:center;--awb-liftup-border-radius:0px;--awb-caption-title-font-family:var(--h2_typography-font-family);--awb-caption-title-font-weight:var(--h2_typography-font-weight);--awb-caption-title-font-style:var(--h2_typography-font-style);--awb-caption-title-size:var(--h2_typography-font-size);--awb-caption-title-transform:var(--h2_typography-text-transform);--awb-caption-title-line-height:var(--h2_typography-line-height);--awb-caption-title-letter-spacing:var(--h2_typography-letter-spacing);"><div class="awb-image-frame awb-image-frame-8 imageframe-liftup"><span class="fusion-imageframe imageframe-none imageframe-8"><a href="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/06/Convegno-20260529.webp" class="fusion-lightbox" data-rel="iLightbox[e31d432e62d5517ba99]" data-title="Convegno 20260529" title="Convegno 20260529"><img decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/06/Convegno-20260529.webp" alt class="img-responsive wp-image-4212" srcset="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/06/Convegno-20260529-200x133.webp 200w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/06/Convegno-20260529-400x267.webp 400w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/06/Convegno-20260529-600x400.webp 600w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/06/Convegno-20260529-800x533.webp 800w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/06/Convegno-20260529-1200x800.webp 1200w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/06/Convegno-20260529.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, (max-width: 640px) 100vw, 1200px" /></a></span></div></div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:50px;width:100%;"></div><div class="fusion-text fusion-text-9"><p><span class="fusion-dropcap dropcap dropcap-boxed L" style="--awb-border-radius:50%;">T</span>l 29 maggio 2026, presso la Stazione Marittima Traghetti di Napoli, in Calata Porta di Massa, si è tenuto il seminario “L’evoluzione dei controlli doganali, situazione attuale e scenari futuri”, promosso dal Consiglio Territoriale degli Spedizionieri Doganali della Campania e della Calabria e da ASSOSPENA, Associazione Spedizionieri Doganali Napoli.</p>
<p>L’incontro ha rappresentato un importante momento di confronto e approfondimento su un tema di crescente centralità per il commercio internazionale, per le imprese e per tutti gli operatori della filiera logistica e doganale: la trasformazione dei controlli doganali in un contesto economico e geopolitico in rapido cambiamento.</p>
<p>Nel corso del seminario è emerso come la dogana stia assumendo un ruolo sempre più strategico, non più limitato alla tradizionale funzione di presidio fiscale e amministrativo, ma sempre più orientato alla tutela del mercato, alla sicurezza degli scambi, al contrasto delle irregolarità e alla gestione dei rischi connessi ai flussi internazionali di merci. Le nuove tensioni geopolitiche, l’evoluzione delle politiche commerciali, l’introduzione di misure sanzionatorie, i nuovi dazi e il rafforzamento degli strumenti di controllo hanno infatti modificato profondamente obiettivi, responsabilità e priorità delle autorità doganali.</p>
<p>Il dibattito ha posto particolare attenzione al quadro europeo, oggi interessato da un ampio processo di riforma e modernizzazione. La riforma dell’Unione Doganale, la prospettiva dell’Autorità doganale europea, lo sviluppo dell’EU Customs Data Hub, l’introduzione del CBAM, la revisione delle regole sull’e-commerce, l’ampliamento dei divieti e delle restrizioni, la disciplina dual-use, le norme in materia di lavoro forzato e deforestazione e il rafforzamento degli strumenti antifrode delineano un sistema doganale sempre più digitale, integrato e orientato al controllo selettivo dei rischi.</p>
<p>Durante i lavori è stato evidenziato come tale evoluzione richieda agli operatori economici un approccio sempre più strutturato alla compliance doganale. La corretta gestione della classificazione delle merci, dell’origine, del valore, dei regimi doganali e della documentazione non è più soltanto un adempimento tecnico, ma un elemento determinante per la competitività delle imprese. In un mercato globale caratterizzato da regole complesse e in continua evoluzione, la capacità di prevenire criticità, organizzare correttamente i dati, presidiare le procedure e dialogare in modo efficace con le autorità rappresenta un fattore decisivo per ridurre rischi, costi e ritardi operativi.</p>
<p>Ampio spazio è stato dedicato anche al tema dell’e-commerce, settore nel quale la crescita esponenziale delle spedizioni di piccolo valore provenienti da Paesi terzi impone nuove modalità di controllo. La rapidità dei flussi e la frammentazione delle operazioni rendono necessario un equilibrio sempre più delicato tra semplificazione, velocità degli scambi e tutela della legalità. In questo scenario, la digitalizzazione dei processi, l’interoperabilità dei sistemi e la responsabilizzazione degli operatori assumono un ruolo essenziale.</p>
<p>Il seminario ha visto la partecipazione di autorevoli rappresentanti istituzionali e professionali. I saluti istituzionali sono stati affidati a Domenico De Crescenzo, Presidente del Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali; Alfonso Mazzamauro, Presidente del Consiglio Territoriale degli Spedizionieri Doganali Campania e Calabria.I lavori sono stati introdotti e moderati da Augusto Forges Davanzati, Presidente ASSOSPENA.</p>
<p>Sono intervenuti Claudio Oliviero, Direttore della Direzione Dogane dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli; Maria Alessandra Santillo, Direttore Territoriale ADM per la Campania; e Massimo De Gregorio, Presidente ANASPED e CONFIAD. Il confronto tra istituzioni, amministrazione doganale e rappresentanti del mondo professionale ha consentito di analizzare non solo lo stato attuale dei controlli, ma anche le principali direttrici future verso cui si sta orientando il sistema doganale nazionale ed europeo.</p>
<p>L’iniziativa si è inserita in un contesto di grande trasformazione per il settore doganale, nel quale la capacità di interpretare correttamente le nuove regole e di anticipare gli effetti operativi delle riforme rappresenta un elemento sempre più importante per imprese, spedizionieri, consulenti e operatori della logistica. La crescente centralità dei dati, la digitalizzazione delle procedure e l’ampliamento delle responsabilità connesse alle merci rendono infatti necessario un aggiornamento continuo e un dialogo costante tra amministrazione, professionisti e mondo produttivo.</p>
<p>L’appuntamento ha inoltre ribadito il ruolo centrale della dogana come punto di equilibrio tra apertura degli scambi, tutela degli interessi pubblici, sicurezza delle filiere e competitività del sistema produttivo. Comprendere l’evoluzione dei controlli doganali significa, oggi più che mai, interpretare i cambiamenti che incidono sulla logistica, sui porti, sulla fiscalità, sulla sostenibilità e sull’organizzazione delle catene di fornitura.</p>
<p>Il seminario svoltosi a Napoli ha quindi offerto un contributo concreto al dibattito sul futuro della funzione doganale, valorizzando il dialogo tra autorità, professionisti e imprese e confermando la necessità di un approccio sempre più integrato, competente e proattivo alla gestione degli scambi internazionali.</p>
</div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:30px;width:100%;"></div></div></div></div></div>]]></content:encoded>
					
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		<title>Controlli doganali e scenari futuri: ASSOSPENA al centro del dialogo tra professione, istituzioni e imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 07:31:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il porto di Napoli avvia dall’11 al 15 maggio 2026 la sperimentazione del sistema di port tracking per i mezzi pesanti, integrato nel Port Community System. Il progetto punta a ridurre code e tempi di attesa ai varchi, migliorare sicurezza, controllo dei flussi e competitività dello scalo. Nato dal confronto tra Autorità portuale, operatori, Guardia di Finanza, Dogane, terminalisti e autotrasportatori, il test interessa tutti gli accessi portuali, compreso Sant’Erasmo. Per FITA CNA è un passo verso un porto più moderno, efficiente e veloce...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-9 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-background-position:left top;--awb-border-sizes-top:0px;--awb-border-sizes-bottom:0px;--awb-border-sizes-left:0px;--awb-border-sizes-right:0px;--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:0px;--awb-padding-bottom:20px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-8 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;" data-scroll-devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-image-element" style="text-align:center;--awb-liftup-border-radius:0px;--awb-caption-title-font-family:var(--h2_typography-font-family);--awb-caption-title-font-weight:var(--h2_typography-font-weight);--awb-caption-title-font-style:var(--h2_typography-font-style);--awb-caption-title-size:var(--h2_typography-font-size);--awb-caption-title-transform:var(--h2_typography-text-transform);--awb-caption-title-line-height:var(--h2_typography-line-height);--awb-caption-title-letter-spacing:var(--h2_typography-letter-spacing);"><div class="awb-image-frame awb-image-frame-9 imageframe-liftup"><span class="fusion-imageframe imageframe-none imageframe-9"><a href="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/05/20260529-Convegno-Assospena.webp" class="fusion-lightbox" data-rel="iLightbox[6b02c0376ad4e4c395a]" data-title="20260529 Convegno Assospena" title="20260529 Convegno Assospena"><img decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/05/20260529-Convegno-Assospena.webp" alt class="img-responsive wp-image-4209" srcset="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/05/20260529-Convegno-Assospena-200x133.webp 200w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/05/20260529-Convegno-Assospena-400x267.webp 400w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/05/20260529-Convegno-Assospena-600x400.webp 600w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/05/20260529-Convegno-Assospena-800x533.webp 800w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/05/20260529-Convegno-Assospena-1200x800.webp 1200w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2026/05/20260529-Convegno-Assospena.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, (max-width: 640px) 100vw, 1200px" /></a></span></div></div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:50px;width:100%;"></div><div class="fusion-text fusion-text-10"><p><span class="fusion-dropcap dropcap dropcap-boxed L" style="--awb-border-radius:50%;">T</span>l 29 maggio 2026 rappresenta un momento importante per la comunità degli spedizionieri doganali campani e per tutti gli operatori che ogni giorno lavorano al servizio della logistica, del commercio internazionale e della competitività del sistema portuale e produttivo del Mezzogiorno.</p>
<p class="isSelectedEnd">In occasione dell’Assemblea ordinaria dei soci ASSOSPENA, presso la Stazione Marittima Traghetti – Porta Massa, si terrà anche il seminario “L’evoluzione dei controlli doganali, situazione attuale e scenari futuri”, un appuntamento di confronto e approfondimento dedicato a un tema centrale per il presente e il futuro della nostra categoria.</p>
<p class="isSelectedEnd">I controlli doganali non sono soltanto un adempimento tecnico o amministrativo. Sono uno snodo strategico che incide sui tempi, sulla sicurezza, sulla trasparenza e sull’efficienza delle filiere internazionali. In uno scenario globale sempre più complesso, segnato da nuove regole, digitalizzazione dei processi, evoluzione dei traffici e crescente attenzione alla compliance, il ruolo dello spedizioniere doganale assume una centralità ancora maggiore.</p>
<p class="isSelectedEnd">ASSOSPENA, insieme al Consiglio Territoriale Spedizionieri Doganali Campania e Calabria, promuove questo incontro con l’obiettivo di favorire un dialogo concreto tra istituzioni, professionisti e imprese. Un dialogo necessario per comprendere la situazione attuale, anticipare gli scenari futuri e costruire risposte condivise alle esigenze di un settore in continua trasformazione.</p>
<p class="isSelectedEnd">Augusto Forges Davanzati, Presidente ASSOSPENA e nostro Amministratore unico è chiamato a introdurre e moderare i lavori del seminario. La sua presenza rappresenta non solo la guida associativa di una realtà storicamente radicata nel territorio napoletano, ma anche la voce di chi vive quotidianamente le dinamiche operative del settore.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il seminario sarà arricchito dai saluti istituzionali di rappresentanti autorevoli del mondo doganale, portuale e associativo, e dagli interventi di relatori di primo piano, tra cui esponenti dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e delle principali organizzazioni di categoria.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’evoluzione dei controlli doganali riguarda tutti: chi importa, chi esporta, chi organizza i flussi, chi garantisce la correttezza delle procedure e chi contribuisce ogni giorno a rendere più efficiente il sistema logistico nazionale.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per questo, appuntamenti come quello promosso da ASSOSPENA sono fondamentali: non solo per aggiornarsi, ma per rafforzare il senso di appartenenza a una categoria che ha un ruolo decisivo nella crescita economica del territorio e nell’integrazione dell’Italia nei mercati internazionali.</p>
<p>Il futuro delle dogane passa dalla competenza, dalla collaborazione e dalla capacità di innovare. E ASSOSPENA conferma ancora una volta il proprio impegno nel promuovere formazione, confronto e rappresentanza a favore degli spedizionieri doganali e dell’intero sistema logistico-portuale.</p>
</div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:30px;width:100%;"></div></div></div></div></div>]]></content:encoded>
					
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		<title>Port tracking, Napoli accelera: dal test sui mezzi pesanti una spinta allo scalo smart</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 11:59:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Logistica]]></category>
		<category><![CDATA[logistica portuale]]></category>
		<category><![CDATA[mezzi pesanti]]></category>
		<category><![CDATA[port tracking]]></category>
		<category><![CDATA[Porto di Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[smart port]]></category>
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					<description><![CDATA[Il porto di Napoli avvia dall’11 al 15 maggio 2026 la sperimentazione del sistema di port tracking per i mezzi pesanti, integrato nel Port Community System. Il progetto punta a ridurre code e tempi di attesa ai varchi, migliorare sicurezza, controllo dei flussi e competitività dello scalo. Nato dal confronto tra Autorità portuale, operatori, Guardia di Finanza, Dogane, terminalisti e autotrasportatori, il test interessa tutti gli accessi portuali, compreso Sant’Erasmo. Per FITA CNA è un passo verso un porto più moderno, efficiente e veloce...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-10 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-background-position:left top;--awb-border-sizes-top:0px;--awb-border-sizes-bottom:0px;--awb-border-sizes-left:0px;--awb-border-sizes-right:0px;--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:0px;--awb-padding-bottom:20px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-9 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;" data-scroll-devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-image-element" style="text-align:center;--awb-liftup-border-radius:0px;--awb-caption-title-font-family:var(--h2_typography-font-family);--awb-caption-title-font-weight:var(--h2_typography-font-weight);--awb-caption-title-font-style:var(--h2_typography-font-style);--awb-caption-title-size:var(--h2_typography-font-size);--awb-caption-title-transform:var(--h2_typography-text-transform);--awb-caption-title-line-height:var(--h2_typography-line-height);--awb-caption-title-letter-spacing:var(--h2_typography-letter-spacing);"><div class="awb-image-frame awb-image-frame-10 imageframe-liftup"><span class="fusion-imageframe imageframe-none imageframe-10"><a href="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2025/09/terminal-napoli.webp" class="fusion-lightbox" data-rel="iLightbox[32c2542139396e90246]" data-title="terminal napoli" title="terminal napoli"><img decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2025/09/terminal-napoli.webp" alt class="img-responsive wp-image-4050" srcset="https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2025/09/terminal-napoli-200x133.webp 200w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2025/09/terminal-napoli-400x267.webp 400w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2025/09/terminal-napoli-600x400.webp 600w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2025/09/terminal-napoli-800x533.webp 800w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2025/09/terminal-napoli-1200x800.webp 1200w, https://www.gruppoforgesdavanzati.com/wp-content/uploads/2025/09/terminal-napoli.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, (max-width: 640px) 100vw, 1200px" /></a></span></div></div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:50px;width:100%;"></div><div class="fusion-text fusion-text-11"><p><span class="fusion-dropcap dropcap dropcap-boxed L" style="--awb-border-radius:50%;">T</span>l porto di Napoli si prepara a sperimentare il “port tracking”, un sistema digitale di tracciamento dei mezzi pesanti in transito pensato per rendere più rapidi, sicuri e ordinati i passaggi ai varchi. La fase di prova è prevista dall’11 al 15 maggio 2026 e rappresenta un passaggio concreto nel percorso di modernizzazione dello scalo partenopeo. Come riporta <a href="https://www.messaggeromarittimo.it/port-tracking-napoli-accelera/" target="_blank" rel="noopener"><em data-start="449" data-end="474">Il Messaggero Marittimo</em></a>, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, Andrea Annunziata Cuccaro, ha sottolineato l’obiettivo di rendere i mezzi pesanti “più sicuri” e i varchi “più rapidi” in uno scalo sempre più orientato al modello smart port.</p>
<p data-start="765" data-end="1219">La sperimentazione arriva dopo circa tre anni di lavoro e confronto tra gli operatori del cluster portuale. <a href="https://www.informazionimarittime.com/post/porto-di-napoli-al-via-test-port-tracking-per-i-mezzi-pesanti" target="_blank" rel="noopener">Il progetto riguarda</a> il tracciamento digitale dei camion che entrano ed escono dal porto e sarà integrato nel Port Community System, la piattaforma elettronica che mette in comunicazione enti, imprese e organizzazioni della comunità portuale, interportuale e logistica.</p>
<p data-start="1221" data-end="1777">L’obiettivo principale è ridurre code e tempi di attesa, migliorando la gestione dei flussi in uscita degli automezzi. Il test prevede una modalità operativa uniforme su tutti i varchi portuali, compresi quelli di Sant’Erasmo, così da costruire una gestione più fluida e coordinata degli accessi. In un porto urbano e complesso come Napoli, dove la viabilità interna si intreccia con le esigenze commerciali, doganali e di sicurezza, la digitalizzazione dei transiti può diventare un fattore decisivo di competitività.</p>
<p data-start="1779" data-end="2368">Il progetto è stato discusso in un incontro del 24 aprile 2026 nella sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Tirreno Centrale. Al tavolo hanno partecipato soggetti pubblici e privati del cluster, tra cui FITA CNA, Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane e Monopoli, terminalisti e operatori. La presenza di questi attori evidenzia come il port tracking non sia solo un intervento tecnologico, ma anche organizzativo: per funzionare, il sistema richiede procedure condivise e una collaborazione stabile tra chi controlla, chi opera e chi trasporta.</p>
<p data-start="2370" data-end="2868">Particolare attenzione è stata posta anche alla stagione estiva, periodo in cui lo scalo registra un aumento significativo delle movimentazioni. Garantire la piena operatività dei varchi diventa quindi essenziale per evitare congestioni e mantenere continuità nei servizi. In questo quadro resta centrale anche il tema del varco Bausan, interessato da lavori di ristrutturazione e considerato un elemento cruciale per l’organizzazione della viabilità portuale.</p>
<p data-start="2870" data-end="3485">Per l’autotrasporto, la sperimentazione può tradursi in benefici concreti: minori attese, procedure più prevedibili, condizioni di lavoro migliori e una filiera logistica più efficiente. FITA CNA ha definito l’avvio del test come il risultato di un lavoro condiviso tra istituzioni e operatori, finalizzato a migliorare efficienza e competitività dello scalo. Il segretario Attilio Musella ha sintetizzato l’obiettivo parlando di un porto “moderno, sicuro, efficiente e soprattutto veloce”, capace di rispondere alle esigenze delle imprese e sostenere la crescita dei traffici.</p>
<p data-start="3487" data-end="3984">Il banco di prova dell’11-15 maggio sarà quindi importante non solo per verificare la tenuta tecnica del sistema, ma anche per misurare la capacità del porto di Napoli di trasformare la digitalizzazione in un vantaggio operativo quotidiano. Se la sperimentazione darà risultati positivi, il port tracking potrà diventare uno degli strumenti chiave per rendere lo scalo più competitivo, riducendo le inefficienze ai varchi e accompagnando Napoli verso una gestione portuale più integrata e moderna.</p>
</div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:30px;width:100%;"></div></div></div></div></div>]]></content:encoded>
					
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